“Caro” Covid, smetti di rovinare la nostra vita

Il dolore, la morte, la privazione della libertà: lettera al nemico invisibile che sta mettendo in ginocchio il mondo

“Caro” nemico invisibile, ti scriviamo questa lettera per farti capire quanto tu ci abbia cambiato la vita e quanto a molte persone tu l’abbia rovinata. Per colpa tua in molti hanno perso il loro lavoro e sono rimasti solo con pochi euro in tasca avendo a stento i soldi per mangiare. Come se non bastasse hanno anche perso i propri cari come un padre, una madre, un nonno, uno zio: persone alle quali volevano bene ma a cui in molti casi non sono riusciti a dare un ultimo dignitoso saluto poiché sono morte da sole in ospedale. “Caro” nemico invisibile, ci hai privato delle cose più belle della vita come gli abbracci, i baci, le strette di mano e ci hai fatto rinchiudere in casa per mesi privandoci della nostra libertà. Molti ragazzi che sono via dalla loro amata Italia per lavoro sono stati costretti a vivere il lockdown da soli, in una città sconosciuta e lontano dai propri affetti. Siamo stati obbligati ad uscire solo per motivi primari sempre con il continuo timore di te e gli unici strumenti per proteggerci sono la mascherina e l’igienizzante come l’amuchina, che ormai sono diventati i nostri nuovi migliori amici. Ci hai privato della gioia di vedere i nostri parenti come i nostri nonni che sono rimasti soli, i nostri amici con il quale siamo stati obbligati a sentirci tramite una video chiamata. Per noi ragazzi il rientro a scuola a settembre è stato traumatico poiché non ci vedevamo da mesi e quando siamo rientrati era tutto diverso da quel famoso 4 marzo, quando era scattata la prima chiusura degli istituti. Ormai a scuola bisogna stare distanziati di almeno un metro anche dal nostro amatissimo compagno di banco con il quale non possiamo più parlare come prima, riducendo al minimo i nostri rapporti. Come se non bastasse la prima ondata, in autunno sei tornato di nuovo e forse più forte di prima, per questo il Governo ha deciso di chiudere di nuovo le scuole e ripristinare la didattica a distanza: così noi ci siamo ritrovati a seguire le lezioni davanti a un computer.

E ora ti vogliamo parlare delle persone coraggiose, sempre in prima linea dal primo giorno per provare a debellarti, loro si sono e si stanno sacrificando ancora per tutti noi: si tratta dei medici e di tutte le persone che lavorano negli ospedali e nelle strutture sanitarie per 12 ore ogni giorno mettendo in pericolo non solo la loro vita, ma anche quella delle persone che le aspettano a casa anche solo per un piccolo saluto da lontano.

Forse tu, covid, non lo sai ma ci sono anche coloro che non credono alla tua esistenza e pensano che sia tutto falso: dal numero dei morti alle persone attaccate a un respiratore che ogni giorno lottano tra la vita e la morte. Sono i cosiddetti negazionisti che si trovano in piazza facendo assembramento senza mascherina e che esprimono le loro “teorie” sul complotto creato dal Governo. Stiamo male, e non fisicamente ma mentalmente perché siamo stanchi, anzi stanchissimi, di dover combattere contro di te, un maledetto virus invisibile che sta distruggendo le vite di migliaia di persone. Per provare ad andare avanti possiamo solo rispettare le regole e sperare, chissà, che magari in un giorno non molto lontano te ne andrai e smetterai di tormentare le nostre vite.

* Raffaella e Giulia sono due studentesse del Liceo Margherità di Castelvì di Sassari

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