Scontro sul Piano casa Governo pronto allo stop
La sottosegretaria Todde (M5s) annuncia l’intenzione di impugnare la legge: se i presupposti sono quelli anticipati nella bozza, è evidente l’incostituzionalità
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CAGLIARI. La legge che non c’è ancora, ovvero il Piano casa della giunta Solinas, sarà impugnata comunque dal Governo. A prometterlo e giurarlo è stata Alessandra Todde, sottosegretaria per lo sviluppo economico, in quota al Movimento Cinque stelle. «Se i presupposti sono quelli che abbiamo letto nella bozza – ha detto – siamo di fronte a un testo incostituzionale scritto in dispregio al Piano paesaggistico regionale. Sì, Palazzo Chigi ricorrerà contro questa colata di cemento devastante per la Sardegna». L’annuncio, a nome del governo Conte, non è passato certo inosservato sul fronte opposto, quello del centrodestra. E infatti Forza Italia, con il deputato Ugo Cappellacci, ha replicato seduta stante: «Annunciare che una legge non ancora approvata sarà impugnata, lo sottolineo, è un atto gravissimo. Delle due l'una: o la sottosegretaria ignora il procedimento legislativo o tenta di condizionarlo attraverso inaccettabili minacce politiche». Allo scontro furioso in Sardegna sul Piano casa, che a ridosso di Natale dovrebbe essere discusso dal Consiglio regionale, s’è aggiunto un fronte romano. Perché a Cappellacci ha controreplicato Mario Perantoni, deputato dei Cinque stelle: «È più che legittimo annunciare il ricorso alla Corte costituzionale contro questo ennesimo regalo del centrodestra alle lobby del cemento». In attesa della legge e della possibile (o sicura?) impugnazione, il botta e riposta a più voci ha acceso ancora più il dibattito sui bonus edilizi.
La sottosegretaria. Da Roma Alessandra Todde non ha avuto dubbi nel dire: «Mentre tutto il mondo si interroga su come contrastare gli effetti del cambiamento climatico, dell’erosione delle coste, del consumo di suolo e del dissesto idrogeologico, la Giunta regionale di centrodestra si comporta come i soldati giapponesi che, nonostante la guerra fosse ormai finita, rimanevano invece nascosti nelle foreste per combattere i nemici». Per poi passare dall’accusa di «una politica vecchia e fuori dal tempo» a un’altra ancora più specifica: «Questo Piano casa – sottolinea – scatenerà una valanga di cemento che, come scrivono gli esperti, potrebbe essere non inferiore ai 5 milioni di metri cubi. Basta. Sarebbe bello invece per noi sardi smettere di guardare al passato e proiettarci verso un futuro sostenibile».
Il deputato di Fi. Nella replica Ugo Cappellacci non ha fatto certo sconti alla sottosegretaria. «S’è resa responsabile – scrive – di un evidente analfabetismo politico e istituzionale, annunciando quello che non poteva e non doveva annunciare». Per poi affondare i colpi: «Tra l’altro è singolare che un sottosegretario sul cui tavolo s’impolverano le carte di molte vertenze trovi il tempo di fare l'opinionista politica, occupandosi di questioni diverse dalla sua delega». Fino a quest’ultima stoccata: «Per coerenza con i principi oggi predicati da Alessandra Todde – conclude Cappellacci- ora attendiamo che i Cinque stelle chiedano al loro leader, Beppe Grillo, di demolire la sua villa a Porto Cervo».
Il deputato dell’M5s. Nella controreplica Mario Perantoni s’è schierato al fianco della sottosegretaria. «Sarà il Governo – le parole del parlamentare sassarese – a fermare una legge illegittima e che non ha nulla da spartire con il futuro dei sardi e lo sviluppo di un’economia sostenibile, rispettosa dell'ambiente e delle nostre enormi ricchezze culturali. Sì, sarà proprio il Governo a salvare la Sardegna dal cemento sulle coste». (ua)
La sottosegretaria. Da Roma Alessandra Todde non ha avuto dubbi nel dire: «Mentre tutto il mondo si interroga su come contrastare gli effetti del cambiamento climatico, dell’erosione delle coste, del consumo di suolo e del dissesto idrogeologico, la Giunta regionale di centrodestra si comporta come i soldati giapponesi che, nonostante la guerra fosse ormai finita, rimanevano invece nascosti nelle foreste per combattere i nemici». Per poi passare dall’accusa di «una politica vecchia e fuori dal tempo» a un’altra ancora più specifica: «Questo Piano casa – sottolinea – scatenerà una valanga di cemento che, come scrivono gli esperti, potrebbe essere non inferiore ai 5 milioni di metri cubi. Basta. Sarebbe bello invece per noi sardi smettere di guardare al passato e proiettarci verso un futuro sostenibile».
Il deputato di Fi. Nella replica Ugo Cappellacci non ha fatto certo sconti alla sottosegretaria. «S’è resa responsabile – scrive – di un evidente analfabetismo politico e istituzionale, annunciando quello che non poteva e non doveva annunciare». Per poi affondare i colpi: «Tra l’altro è singolare che un sottosegretario sul cui tavolo s’impolverano le carte di molte vertenze trovi il tempo di fare l'opinionista politica, occupandosi di questioni diverse dalla sua delega». Fino a quest’ultima stoccata: «Per coerenza con i principi oggi predicati da Alessandra Todde – conclude Cappellacci- ora attendiamo che i Cinque stelle chiedano al loro leader, Beppe Grillo, di demolire la sua villa a Porto Cervo».
Il deputato dell’M5s. Nella controreplica Mario Perantoni s’è schierato al fianco della sottosegretaria. «Sarà il Governo – le parole del parlamentare sassarese – a fermare una legge illegittima e che non ha nulla da spartire con il futuro dei sardi e lo sviluppo di un’economia sostenibile, rispettosa dell'ambiente e delle nostre enormi ricchezze culturali. Sì, sarà proprio il Governo a salvare la Sardegna dal cemento sulle coste». (ua)
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