Le “quattro viti” dell’Ais premiano 13 vini sardi
di Roberto Sanna
Presentata in streaming la Guida Vitae 2021. Il Cagliari Malvasia 2015 della cantina Deiana riceve il prestigioso riconoscimento del Tastevin
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Anche il mondo dei sommelier si converte allo streaming: sabato scorso c’è stata la diretta nazionale per la presentazione della Guida Vitae 2021 dell’Ais, che ha visto coinvolte le 22 sezioni territoriali italiane e, per quanto riguarda la Sardegna, il presidente regionale Roberto Dessanti e il referente per la guida Pier Paolo Fiori consegnare a Ferruccio Deiana e al figlio Dario, dell’omonima cantina, il prestigioso riconoscimento del Tastevin per la loro Cagliari Malvasia del 2015. Qualche giorno prima la sezione sassarese aveva organizzato una riuscitissima degustazione dedicata alle birre luppolate condotta da Antonio Furesi che ha visto la partecipazione di 62 persone.
Non un nuovo corso ma comunque «un modo per riprendere il nostro percorso e interrompere il lungo silenzio coi nostri associati, se ci pensiamo ormai è quasi un anno che facciamo i conti con questa pandemia – dice Roberto Dessanti –. Dobbiamo tenere duro ancora per qualche mese, ma non nego che per la nostra attività sia un momento difficile visto che la presenza, nelle nostre iniziative, è fondamentale. Ora proveremo a organizzare qualcosa col vino anche se non è semplice. Principalmente per una questione di costi, un conto è fornire un kit degustazione con le lattine di birra, altro avere a che fare con bottiglie di un certo pregio. Un’altra idea che abbiamo è separare i due momenti: fare on line la parte teorica e rimandare quella degustativa ».
Tornando alla guida Vitae «è stato un piccolo miracolo riuscire a farla ma ci tenevamo particolarmente. Siamo felici di aver dato il Tastevin alla cantina di Ferruccio Deiana, è un riconoscimento che premia sia il vino sia l’attività dell’azienda e loro, con questa malvasia, hanno dimostrato di saperci fare producendo un vino elegante, che favorisce lo stare in compagnia. E l’attività che c’è dietro questo vino, a Settimo San Pietro, rispecchia l’amore che hanno per il vino». Le aziende sarde recensite nella guida cartacea sono state 43, più altre 15 nell’app che a breve sarà disponibile sul web. I vini premiati con le 4 viti, il massimo punteggio, sono stati 13: Marchese di Villamarina Riserva 2016 (Sella&Mosca); Barrua 2017 (Agripunica); Cagliari Malvasia 2015 (Ferruccio Deiana); Cannonau di Sardegna Ballu Tundu Riserva 2015 (Giuseppe Sedilesu); Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2016 (Cantina Santadi); Hortos 2014 (Cantina Dorgali); Mandrolisau Superiore Angraris 2016 (Fradiles); Mantenghja 2015 (Capichera); Moscato di Sardegna Passito Nuali 2017 (Siddura); Turriga 2016 (Argiolas); Vermentino di Sardegna Indolente Vintage Grazia 2019 (Tenute Asinara); Vernaccia di Oristano 2011 (Famiglia Orro); Vernaccia di Oristano Antico Gregori 1976 (Contini). «Qualcuno magari ci accusa di scarsa fantasia – chiude Dessanti – ma le degustazioni sono alla cieca e i vini di un certo livello alla fine sono quelli: un Turriga è buono sempre, a prescindere. Qualche novità c’è, per esempio il Mandrolisai, ma in generale non penso che noi dell’Ais dobbiamo andare alla ricerca esasperata di novità o fare sperimentazioni. Anche le valutazioni sono relative: se un vino prende tre e mezzo invece di quattro, parliamo sempre di prodotti di alta qualità».
Non un nuovo corso ma comunque «un modo per riprendere il nostro percorso e interrompere il lungo silenzio coi nostri associati, se ci pensiamo ormai è quasi un anno che facciamo i conti con questa pandemia – dice Roberto Dessanti –. Dobbiamo tenere duro ancora per qualche mese, ma non nego che per la nostra attività sia un momento difficile visto che la presenza, nelle nostre iniziative, è fondamentale. Ora proveremo a organizzare qualcosa col vino anche se non è semplice. Principalmente per una questione di costi, un conto è fornire un kit degustazione con le lattine di birra, altro avere a che fare con bottiglie di un certo pregio. Un’altra idea che abbiamo è separare i due momenti: fare on line la parte teorica e rimandare quella degustativa ».
Tornando alla guida Vitae «è stato un piccolo miracolo riuscire a farla ma ci tenevamo particolarmente. Siamo felici di aver dato il Tastevin alla cantina di Ferruccio Deiana, è un riconoscimento che premia sia il vino sia l’attività dell’azienda e loro, con questa malvasia, hanno dimostrato di saperci fare producendo un vino elegante, che favorisce lo stare in compagnia. E l’attività che c’è dietro questo vino, a Settimo San Pietro, rispecchia l’amore che hanno per il vino». Le aziende sarde recensite nella guida cartacea sono state 43, più altre 15 nell’app che a breve sarà disponibile sul web. I vini premiati con le 4 viti, il massimo punteggio, sono stati 13: Marchese di Villamarina Riserva 2016 (Sella&Mosca); Barrua 2017 (Agripunica); Cagliari Malvasia 2015 (Ferruccio Deiana); Cannonau di Sardegna Ballu Tundu Riserva 2015 (Giuseppe Sedilesu); Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2016 (Cantina Santadi); Hortos 2014 (Cantina Dorgali); Mandrolisau Superiore Angraris 2016 (Fradiles); Mantenghja 2015 (Capichera); Moscato di Sardegna Passito Nuali 2017 (Siddura); Turriga 2016 (Argiolas); Vermentino di Sardegna Indolente Vintage Grazia 2019 (Tenute Asinara); Vernaccia di Oristano 2011 (Famiglia Orro); Vernaccia di Oristano Antico Gregori 1976 (Contini). «Qualcuno magari ci accusa di scarsa fantasia – chiude Dessanti – ma le degustazioni sono alla cieca e i vini di un certo livello alla fine sono quelli: un Turriga è buono sempre, a prescindere. Qualche novità c’è, per esempio il Mandrolisai, ma in generale non penso che noi dell’Ais dobbiamo andare alla ricerca esasperata di novità o fare sperimentazioni. Anche le valutazioni sono relative: se un vino prende tre e mezzo invece di quattro, parliamo sempre di prodotti di alta qualità».
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