Abinsula
Allo Scientifico di Iglesias il “premio Makeathon”
SASSARI. Innovazione e idee al potere. Il Makeathon, primo #InnoisMake organizzato da Abinsula all’interno del progetto della Fondazione di Sardegna “Innois – Innovazione e Idee per la Sardegna” i...
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SASSARI. Innovazione e idee al potere. Il Makeathon, primo #InnoisMake organizzato da Abinsula all’interno del progetto della Fondazione di Sardegna “Innois – Innovazione e Idee per la Sardegna” i cui partner sono CDP Venture Capital Sgr - Fondo Nazionale per l'innovazione e Banco di Sardegna, ha i suoi vincitori. Sul podio sono saliti il team Oribelt (che si aggiudica 6mila euro), il team Demaker (3mila euro) e il team Disassembry (mille euro). Il verdetto è arrivato al termine di 3 intense giornate, in una competizione cui hanno preso parte 75 persone, con 16 team (di cui 10 arrivati in finale in seguito a una prima selezione) impegnate a realizzare o perfezionare un prototipo.
L’obiettivo del progetto è stato quello di generare idee innovative legate allo sviluppo di soluzioni e tecnologie in vari ambiti per far fronte all’emergenza Covid-19. Destinatari makers e fab lab, imprenditori, designer e studenti. Idee giudicate da una giuria composta da Carlo Mannoni (Fondazione di Sardegna), Gabriele Nicolini (Rama Motori Spa e Verdemax), Andrea Sanna (Abinsula) e Antonio Arcadu (Honda R&D Europe).
Emanuela Manconi, Oribelt: “Il nostro team fa parte del Fabnat 14, il fabrication lab del liceo scientifico Asproni di Iglesias coordinato dal professor Massimo Lumini. La nostra ispirazione è biomimetica: la lucertola dal collare - il Clamidosaurus - dispiega il suo collare per difendersi dai predatori; come la lucertola anche i bambini dispiegano Oribelt per difendersi ma allo stesso tempo per divertirsi mantenendo le distanze. Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo traguardo».
Carla Pedoni, Demaker: «Siamo felici di aver partecipato, e altrettanto felici di aver vinto. Il gruppo era formato da me e Gabriele Foddis, poi abbiamo inserito Samuele Sciancalepore. L’idea di Gabriele nasce da un problema riscontrato all'ingresso dei locali pubblici. Il nostro prodotto, con un solo gesto risolve tutte le problematiche legate a misurazione temperatura, igienizzazione delle mani e conteggio in ingresso in real time».
Maura Pintor, Disassembry: «Il nostro sistema realizza un meccanismo di prevenzione degli assembramenti in luoghi pubblici. L’innovazione? poter determinare l'afflusso di persone e conteggiarle non solo attraverso il video, ma anche tramite l'interfaccia Wi-Fi degli smartphone senza che questi siano connessi a nessuna rete in particolare». (g.d.)
L’obiettivo del progetto è stato quello di generare idee innovative legate allo sviluppo di soluzioni e tecnologie in vari ambiti per far fronte all’emergenza Covid-19. Destinatari makers e fab lab, imprenditori, designer e studenti. Idee giudicate da una giuria composta da Carlo Mannoni (Fondazione di Sardegna), Gabriele Nicolini (Rama Motori Spa e Verdemax), Andrea Sanna (Abinsula) e Antonio Arcadu (Honda R&D Europe).
Emanuela Manconi, Oribelt: “Il nostro team fa parte del Fabnat 14, il fabrication lab del liceo scientifico Asproni di Iglesias coordinato dal professor Massimo Lumini. La nostra ispirazione è biomimetica: la lucertola dal collare - il Clamidosaurus - dispiega il suo collare per difendersi dai predatori; come la lucertola anche i bambini dispiegano Oribelt per difendersi ma allo stesso tempo per divertirsi mantenendo le distanze. Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo traguardo».
Carla Pedoni, Demaker: «Siamo felici di aver partecipato, e altrettanto felici di aver vinto. Il gruppo era formato da me e Gabriele Foddis, poi abbiamo inserito Samuele Sciancalepore. L’idea di Gabriele nasce da un problema riscontrato all'ingresso dei locali pubblici. Il nostro prodotto, con un solo gesto risolve tutte le problematiche legate a misurazione temperatura, igienizzazione delle mani e conteggio in ingresso in real time».
Maura Pintor, Disassembry: «Il nostro sistema realizza un meccanismo di prevenzione degli assembramenti in luoghi pubblici. L’innovazione? poter determinare l'afflusso di persone e conteggiarle non solo attraverso il video, ma anche tramite l'interfaccia Wi-Fi degli smartphone senza che questi siano connessi a nessuna rete in particolare». (g.d.)
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