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Gara di solidarietà: aiuti alle famiglie in crisi

Gara di solidarietà: aiuti alle famiglie in crisi

Raccolti 41mila euro grazie a 12 aziende di Confindustria. L’appello di Coldiretti: «Comprate sardo»

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SASSARI . Sono dodici le aziende agroalimentari isolane che hanno donato 41 mila euro di prodotti per sostenere le famiglie sarde in difficoltà economica a causa della pandemia. La cifra è stata messa insieme grazie al 5% in valore e in merci delle vendite del paniere di prodotti del progetto «Insieme per la Sardegna», iniziativa promossa dalla Sezione Agroindustria e Alimentari di Confindustria Centro Nord Sardegna con la collaborazione delle catene della Grande distribuzione organizzata, cui hanno aderito importanti aziende agroalimentari isolane. Il progetto è partito a giugno e si è concluso ad agosto: i prodotti sardi (tonno, formaggi, olio, pasta, conserve, carni, dolci e liquori, vino, acqua), sono stati messi in vendita a un prezzo scontato del 5%. Degli incassi ottenuti (824mila euro), il 5% in valore o prodotti, per 41.200 euro, sono stati destinati alla donazione. A distribuire le scorte direttamente alle famiglie in difficoltà saranno la Caritas e la Croce Rossa Italiana. Le aziende sarde che hanno aderito all'iniziativa sono: Generale Conserve (As do Mar), F.lli Pinna Industria Casearia, Sardinya Carni, Daga Carni, Sa Marigosa, San Martino, Pastificio Tanda & Spada, Distillerie Rau, Lucrezio R. Distillerie, Rau Arte Dolciaria, Accademia Olearia, Giovannella & Alberto Ragnedda - Capichera. Hanno collaborato le catene della grande distribuzione Conad, SuperEmme (marchi Iperpan e Superpan), Crai, Scs (marchi Despar e Eurospar) e Sardegna Più.

Comprare sardo. Secondo Coldiretti quello quasi trascorso sarà un anno da dimenticare per il settore alimentare italiano che registra un crack di 30miliardi, con un -12% rispetto allo scorso anno. «Il maggior tempo trascorso a casa a - sottolinea la Coldiretti - ha determinato un aumento della spesa alimentare domestica (+7%) che però non compensa il crollo nella ristorazione che ha praticamente dimezzato il volume di affari (-48%)». Nell’isola la crisi si fa sentire anche nel mercato dell’allevamento. Quello suinicolo già martoriato dall’embargo dovuto alla peste suina adesso soffre anche la concorrenza delle carni che arrivano da lontano a prezzi fuori mercato che stanno mandando in tilt gli allevamenti sardi. Anche gli agnelli, che hanno nelle festività natalizie il momento più importante dell’annata con la vendita di circa il 40% del totale, stanno spuntando prezzi più bassi di circa il 15%, secondo i dati del Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp. «Per questo, vista la concorrenza spesso poco leale – afferma il direttore di Coldiretti Luca Saba – è fondamentale soffermarsi sulle etichette. I prodotti sardi prodotti con materie prime sarde, riportano in etichetta l’origine, anche quando non è obbligatoria, a testimonianza dell’orgoglio del proprio lavoro e della trasparenza dei nostri produttori».



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