Trionfo bosano a Dubai: Papi premiato come chef emergente dell’anno
Nadia Cossu
«Il lavoro di squadra divide i compiti e moltiplica il successo». È il motto di Giovanni Papi chef 32enne di Bosa
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«Il lavoro di squadra divide i compiti e moltiplica il successo». È il motto di Giovanni Papi, lo chef 32enne di Bosa che la sua ultima conquista l’ha festeggiata proprio qualche settimana fa con un altro prestigioso traguardo raggiunto. Papi ha infatti vinto il titolo di “Rising start chef of the year (chef emergente dell’anno)” agli Hospitality excellence awards, competizione organizzata da “Hospitality group” con sede a Dubai che interessa tutto il Medio Oriente e riguarda, appunto, il settore dell’ospitalità. Giovanni (Mimmo, come lo chiamano familiari e amici) ha voluto condividere questo importante risultato con la squadra di lavoro con cui collabora ormai da tempo tra i fornelli dell’elegantissimo ristorante italiano che si trova all’interno dell’Armani Hotel, a Dubai. Una struttura progettata dal re della moda Giorgio Armani che occupa undici piani dell’iconico grattacielo dedicato all’emiro di Abu Dhabi, Khalifa bin Zayed Al Nahayan, presidente degli Emirati Arabi Uniti. «Sono stato inserito in gara – racconta – come chef emergente dell’anno ma alla competizione partecipavano anche chef di cucina, executive chef, blogger dell’anno e altre categorie ancora. Sicuramente sono più in vista da quando ho preso il comando della cucina dell’Armani/Ristorante (il signature di Armani Hotel) e poi grazie al web e alle persone che mi seguono in giro per il mondo, sono riuscito a prendere tantissimi voti». Un consenso che ha radici lontane, perché Giovanni Papi, prima di approdare a Dubai, ha girato ovunque: Francia, Regno Unito, Svizzera, Granducato del Lussemburgo, Australia, Thailandia, Vietnam. Esperienze che lo hanno formato e arricchito. «Ho ricevuto il gold award il 24 novembre durante una cerimonia che quest’anno, purtroppo, si è tenuta sulla piattaforma Zoom a causa del covid, niente cena di gala». Un riconoscimento che sta già avendo i suoi frutti. «Il premio avrà sicuramente un forte impatto per me e per il ristorante – ha commentato con un pizzico di inevitabile orgoglio – già a novembre abbiamo fatto il tutto esaurito ogni sera e dicembre sta andando alla grande». Soddisfazione e orgoglio sono palpabili anche a Bosa, dove la notizia del gold award di Mimmo è stata accolta con gioia. «È un gran periodo per me – sorride lui – ma lo devo sopratutto ai ragazzi della mia brigata, dietro c’è un grande lavoro di squadra. Sarebbe impossibile raggiungere certi risultati da soli». Un concentrato di passione, perseveranza e umiltà è il valore aggiunto: «Tutto ciò che faccio è dedicarmi il più possibile al ristorante, con questo intendo dire che i nostri clienti scelgono l’Armani per provare un’esperienza gastronomica unica, si aspettano tanto. Quindi la cura del dettaglio nella selezione dei piatti da inserire nei menu, fare in modo che la mia squadra sia motivata e il servizio sono dettagli fondamentali. Non lascio mai niente al caso e bisogna tenere la concentrazione al massimo. E a fine serata, quando faccio il giro dei tavoli, vedere il sorriso e l’entusiasmo dei nostri clienti è la ricompensa più grande».
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