La Nuova Sardegna

Il laboratorio Aras chiude I caseifici: è insostituibile

di Antonello Palmas
Il laboratorio Aras chiude I caseifici: è insostituibile

Ilotto, della coop Cao formaggi: «Così si blocca l’intero settore lattiero caseario» I veterinari alla Regione: «È tutto pronto, attuate l’ultimo passaggio della legge» 

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SASSARI. «Una situazione che abbiamo evidenziato già da tempo, ma sembra che molti non avessero capito la portata di quanto stava per accadere». Renato Ilotto è il presidente della cooperativa Cao formaggi e non si capacita della piega presa dalla vertenza Aras. Oltre all’aspetto legato alla situazione dei 250 tra veterinari, agronomi e analisti e a quella dei 10mila allevamenti di cui si occupano per il benessere animale, la presa di posizione dei consorzi del pecorino ha evidenziato la questione del laboratorio di analisi Aras di Oristano, che mercoledì chiude. E nemmeno una goccia di latte sardo potrà più essere commercializzata. La soluzione sembra una e viaggia sotto traccia: l’acquisizione da parte di Agris che, in quanto ente di ricerca, potrebbe portare a termine l’operazione vietata invece per statuto a Laore. Ma i tempi sono strettissimi. Il 4 dicembre è scaduto il mandato del commissario Laore Gianfranco Casu, tutto si complica: non si doveva arrivare a questo punto.

«L’istituzione politica è del tutto assente – denuncia Ilotto – eppure c’è in gioco la sopravvivenza di una struttura invidiata a livello nazionale e che fermandosi blocca tutto il sistema del lattiero caseario». Le conseguenze pratiche sono legate alla misura del benessere animale (gli allevatori necessitano di una certificazione basata sull’analisi delle cellule somatiche che accertano lo stato di salute dell’animale) e al monitoraggio della qualità del latte (leggi certificato di idoneità sanitaria sulla presenza batterica). «È inconcepibile – dice Ilotto – sinora si è andati avanti nonostante l’allarme, ora il laboratorio si ferma e alternative non ce ne sono: è insostituibile, accreditato a livello nazionale, una garanzia per tutti. Dobbiamo sperare in babbo Natale».

Gli Ordini dei veterinari di Cagliari, Nuoro e Oristano esprimono «grande preoccupazione per il ritardo nell'applicazione della legge 47. Manca l'ultima fase, il passaggio dei lavoratori negli organici di Laore e l'indispensabile prosecuzione delle attività del laboratorio sotto il pieno controllo delle agenzie regionali. È tutto pronto, la zootecnia sarda non può più aspettare, il laboratorio non si deve fermare. La Regione grazie alla 47 può disporre direttamente di 200 tecnici specializzati che hanno lavorato per la zootecnia sarda negli ultimi 30 anni». E si chiede un incontro immediato a Solinas.

«È fortemente irresponsabile rinviare ancora – scrivono a Solinas i segretari Uila e Confederdia, Gaia Garau e Osvaldo Ibba – 250 famiglie aspettano da un decennio l’applicazione della prima norma votata dal consiglio. Chiediamo il suo autorevole intervento, affinché si faccia chiarezza su tale ritardo e per far sì che la procedura di assunzione possa finalmente essere portata a compimento». Una preoccupazione, dicono «condivisa dai produttori primari, dai consorzi e in generale da tutti gli attori di questa fondamentale parte dell’economia e della vita sociale dell’isola. La politica deve assumersi questa responsabilità perché il mondo delle campagne non dimentica».

«Un problema enorme, sta per scoppiare una bomba – dice la veterinaria Aras Paola Naitana – a rischio c’è la zootecnia e un indotto di industrie e professionalità». Tanto grande che secondo molti addetti ai lavori non si può non essere ottimisti su una soluzione. Dietro questo ennesimo stop ci sarebbero semplici lotte interne per le poltrone, da parte di personaggi disposti a mettere in gioco il cuore dell’economia isolana per interessi che di pubblico non hanno nulla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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