Niente bonus di cubatura nella fascia dei 300 metri
Il presidente Solinas ha presentato l’emendamento alla maggioranza Stop per le seconde case. Alberghi: si potrà demolire e ricostruire, senza aggiunte
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CAGLIARI. La parola data sarebbe stata mantenuta. Con un emendamento della Giunta, dal Piano casa saranno cancellati i bonus per le seconde case e gli alberghi nei 300 metri dal mare. Il governatore Solinas lo aveva anticipato in una lettera pubblicata domenica dalla Nuova: «La fascia super protetta non sarà oggetto di un consumo ulteriore del suolo ma solo di un grande intervento di riqualificazione estetica e funzionale delle volumetrie esistenti», le sue parole. Il resto della bozza, invece, sarebbe rimasto invariato, a parte qualche ritocco per le costruzioni in campagna, dopo il vertice di maggioranza del centrodestra durato diverse ore. Per la verità sono poche le indiscrezioni trapelate dal confronto del lunedì, a Villa Devoto, fra il governatore Christian Solinas, l’assessore all’urbanistica, il presidente della commissione del Consiglio – Giuseppe Talanas, Forza Italia – e i capigruppo della coalizione: Francesco Mula (Psd’Az), Francesco Mura (Fdi), Michele Cossa (Riformatori), Giorgio Oppi (Udc-Cambiamo), Angelo Cocciu (Fi) e Roberto Caredda (Sardegna forte).
Alberghi. Nel vertice a Villa Devoto sarebbe stato cancellato del tutto l’articolo in cui invece – stando alla bozza licenziata dalla commissione – alle «strutture ricettive all’interno della fascia dei 300 metri dalla battigia è concesso un bonus del 25 per cento rispetto alle volumetrie esistenti purché le lottizzazioni siano state approvate prima del 1989». Invece, nella versione riveduta e corretta, agli hotel, sempre per quelli nella fascia protetta e autorizzati prima dell’89, è «consentita solo la possibilità di ristrutturare, ma il saldo delle cubature dovrà essere comunque pari a zero». Il che vorrebbe dire: un tot di metri cubi dovrà essere demolito e solo lo stesso tanto ricostruito. L’unico premio possibile, ma è un’indiscrezione, dovrebbe essere vincolato a questa clausola: lo spostamento di parte delle strutture al di là della fascia protetta e a quel punto dovrebbe essere intorno al 25 per cento. Non è ancora chiaro, invece, quale potrebbe essere la destinazione della parte ristrutturata: aumento del numero delle stanze, oppure le stesse stanze più grandi? Potrebbero però rientrare anche gli ampliamenti dei servizi comuni, come ristoranti e aree congressi. Oltre i 300 metri dal mare, infine, il vertice avrebbe confermato i bonus fino a un massimo del 50 per cento dell’esistente. Bonus che gli alberghi potranno utilizzare, secondo una griglia, per migliorare la classificazione, cioè il numero di stelle, gli standard dell’offerta, leggi stanze più grandi, o aumentare il numero delle stesse stanze. La certezza si avrà solo domani con l’inizio del dibattito sul Piano casa in Consiglio regionale e la presentazione degli emendamenti.
Seconde case. La vecchia bozza prevedeva per le case all’interno dei 300 metri e delle lottizzazioni autorizzate prima del 1989, un bonus del 20 per cento, fino a 100 metri cubi, non verso il mare e senza sopraelevazioni. Alla fine del vertice, l’accordo – seppure con diversi mugugni di Fdi ed Fi – sarebbe stato trovato sulla cancellazione in tutto e per tutto dell’articolo. In estrema sintesi, nella fascia super protetta i privati non potranno modificare nulla e tanto meno aumentare le volumetrie. Oltre i 300 metri, invece, la coalizione avrebbe confermato il bonus del 30 per cento, massimo 150 metri cubi, a condizione che siano utilizzati «manufatti prodotti in Sardegna, materiali tradizionali, bioedilizia e recupero degli scarti di demolizione», testuale dalla vecchia bozza.
Agro. Il lotto minimo per costruire in campagna dovrebbe essere rimasto di un ettaro. Non si sa, invece, se i proprietari dovranno essere o meno agricoltori professionisti. Di sicuro non sarà permesso costruire nelle aeree all’interno delle zone turistiche.
Le opposizioni. In attesa di leggere gli emendamenti della Giunta, dal Pd fino ai Progressisti non hanno cambiato posizione: «Bonus o non bonus è la filosofia di questo Piano casa a puntare comunque sul mattone, nella convinzione che da solo porti sviluppo, ma sappiamo che mai sarà così». (ua)
Alberghi. Nel vertice a Villa Devoto sarebbe stato cancellato del tutto l’articolo in cui invece – stando alla bozza licenziata dalla commissione – alle «strutture ricettive all’interno della fascia dei 300 metri dalla battigia è concesso un bonus del 25 per cento rispetto alle volumetrie esistenti purché le lottizzazioni siano state approvate prima del 1989». Invece, nella versione riveduta e corretta, agli hotel, sempre per quelli nella fascia protetta e autorizzati prima dell’89, è «consentita solo la possibilità di ristrutturare, ma il saldo delle cubature dovrà essere comunque pari a zero». Il che vorrebbe dire: un tot di metri cubi dovrà essere demolito e solo lo stesso tanto ricostruito. L’unico premio possibile, ma è un’indiscrezione, dovrebbe essere vincolato a questa clausola: lo spostamento di parte delle strutture al di là della fascia protetta e a quel punto dovrebbe essere intorno al 25 per cento. Non è ancora chiaro, invece, quale potrebbe essere la destinazione della parte ristrutturata: aumento del numero delle stanze, oppure le stesse stanze più grandi? Potrebbero però rientrare anche gli ampliamenti dei servizi comuni, come ristoranti e aree congressi. Oltre i 300 metri dal mare, infine, il vertice avrebbe confermato i bonus fino a un massimo del 50 per cento dell’esistente. Bonus che gli alberghi potranno utilizzare, secondo una griglia, per migliorare la classificazione, cioè il numero di stelle, gli standard dell’offerta, leggi stanze più grandi, o aumentare il numero delle stesse stanze. La certezza si avrà solo domani con l’inizio del dibattito sul Piano casa in Consiglio regionale e la presentazione degli emendamenti.
Seconde case. La vecchia bozza prevedeva per le case all’interno dei 300 metri e delle lottizzazioni autorizzate prima del 1989, un bonus del 20 per cento, fino a 100 metri cubi, non verso il mare e senza sopraelevazioni. Alla fine del vertice, l’accordo – seppure con diversi mugugni di Fdi ed Fi – sarebbe stato trovato sulla cancellazione in tutto e per tutto dell’articolo. In estrema sintesi, nella fascia super protetta i privati non potranno modificare nulla e tanto meno aumentare le volumetrie. Oltre i 300 metri, invece, la coalizione avrebbe confermato il bonus del 30 per cento, massimo 150 metri cubi, a condizione che siano utilizzati «manufatti prodotti in Sardegna, materiali tradizionali, bioedilizia e recupero degli scarti di demolizione», testuale dalla vecchia bozza.
Agro. Il lotto minimo per costruire in campagna dovrebbe essere rimasto di un ettaro. Non si sa, invece, se i proprietari dovranno essere o meno agricoltori professionisti. Di sicuro non sarà permesso costruire nelle aeree all’interno delle zone turistiche.
Le opposizioni. In attesa di leggere gli emendamenti della Giunta, dal Pd fino ai Progressisti non hanno cambiato posizione: «Bonus o non bonus è la filosofia di questo Piano casa a puntare comunque sul mattone, nella convinzione che da solo porti sviluppo, ma sappiamo che mai sarà così». (ua)
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