Il vaccino può bloccare l’infezione
Secondo Giorgio Palù, è possibile la «modulazione» contro la variante britannica
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[FIRMA&LUOGO]di Elisabetta Guidobaldi
<MC>ROMA
[TESTO]Copertura al 95%, ipotesi che blocchi anche l'infezione e quindi la contagiosità, nessuna controindicazione. Il vaccino che arriva agli italiani come regalo di Natale per combattere la pandemia promette anche di essere facilmente «modulabile» nel caso in cui sia necessario aggiornarlo contro la variante Gb. ll vaccino Pfizer-BionTech «è approvato per tutta la popolazione sopra i 16 anni e non ha controindicazioni assolute». A poche ore dall'ok dell'Ema, l'Agenzia italiana del farmaco, con il presidente Giorgio Palù e il direttore generale, Nicola Magrini, fanno il punto su Comirnaty, il nome commerciale del vaccino Pfizer. «Oggi è disponibile un vaccino con un margine di sicurezza elevatissimo, intorno al 95%», ha detto Palù. «Non sono richieste accortezze particolari per sottopopolazioni specifiche né per anziani o immunodepressi, inclusi chi ha problemi di coagulazione del sangue o sanguinamento. Anche per la gravidanza e allattamento». La seconda dose del vaccino - ha spiegato il direttore generale dell'Aifa, Magrini - va fatta a 3 settimane dopo la prima e la risposta immunitaria della prima dose è già visibile in 6-7 giorni. Nella rara ipotesi che ci si infetti in questo breve lasso di tempo, lo si sarebbe «verosimilmente in forma più lieve». In dirittura d'arrivo anche il vaccino Moderna per l'Europa con la riunione straordinaria dell'Ema il 6 gennaio e un incontro pubblico l'8 gennaio per informare i cittadini. E mentre sui vaccini è calata l'incognita della variante inglese, tanto da indurre le aziende Pfizer e Moderna ad un surplus di test, resta l'ottimismo sull'efficacia dei sieri. Ma la «buonissima notiziA», come l'ha definita il presidente dell'Aifa Palù, «è che i vaccini inducono immunità sterilizzante» ovvero, oltre a proteggere dalla malattia Covid, evitano un'infezione asintomatica e «rendono il soggetto non contagioso». Queste, specifica all'ANSA, sono «osservazioni preliminari andranno confermate da evidenze» e sarà anche uno degli obiettivi della farmacovigilanza Aifa. Inoltre l'Aifa attiverà sorveglianza con capacità di analisi a 3, 6 e 9 mesi per capire la risposta immunitaria nella popolazione italiana. Sulle modalità di somministrazione del vaccino «in questa prima fase - ha sottolineato il direttore generale dell'Aifa Magrini - e per i primi 2 o 3 mesi, il vaccino sarà coordinato e somministrato attraverso la struttura commissariale e le regioni». Operatori sanitari e Rsa interessati alla somministrazione del vaccino «saranno identificati sulla base di specifiche liste regionali». Per i prossimi mesi, dunque, non ci sarà un meccanismo di prenotazione ma di chiamata. E su una eventuale necessità di aggiornamento del vaccino in funzione delle mutazioni di Sars-Cov-2 interviene Palù: «Il vaccino è facilmente modulabile in caso di mutazioni. Ha un vantaggio in più rispetto alle tecnologie tradizionali».
<MC>ROMA
[TESTO]Copertura al 95%, ipotesi che blocchi anche l'infezione e quindi la contagiosità, nessuna controindicazione. Il vaccino che arriva agli italiani come regalo di Natale per combattere la pandemia promette anche di essere facilmente «modulabile» nel caso in cui sia necessario aggiornarlo contro la variante Gb. ll vaccino Pfizer-BionTech «è approvato per tutta la popolazione sopra i 16 anni e non ha controindicazioni assolute». A poche ore dall'ok dell'Ema, l'Agenzia italiana del farmaco, con il presidente Giorgio Palù e il direttore generale, Nicola Magrini, fanno il punto su Comirnaty, il nome commerciale del vaccino Pfizer. «Oggi è disponibile un vaccino con un margine di sicurezza elevatissimo, intorno al 95%», ha detto Palù. «Non sono richieste accortezze particolari per sottopopolazioni specifiche né per anziani o immunodepressi, inclusi chi ha problemi di coagulazione del sangue o sanguinamento. Anche per la gravidanza e allattamento». La seconda dose del vaccino - ha spiegato il direttore generale dell'Aifa, Magrini - va fatta a 3 settimane dopo la prima e la risposta immunitaria della prima dose è già visibile in 6-7 giorni. Nella rara ipotesi che ci si infetti in questo breve lasso di tempo, lo si sarebbe «verosimilmente in forma più lieve». In dirittura d'arrivo anche il vaccino Moderna per l'Europa con la riunione straordinaria dell'Ema il 6 gennaio e un incontro pubblico l'8 gennaio per informare i cittadini. E mentre sui vaccini è calata l'incognita della variante inglese, tanto da indurre le aziende Pfizer e Moderna ad un surplus di test, resta l'ottimismo sull'efficacia dei sieri. Ma la «buonissima notiziA», come l'ha definita il presidente dell'Aifa Palù, «è che i vaccini inducono immunità sterilizzante» ovvero, oltre a proteggere dalla malattia Covid, evitano un'infezione asintomatica e «rendono il soggetto non contagioso». Queste, specifica all'ANSA, sono «osservazioni preliminari andranno confermate da evidenze» e sarà anche uno degli obiettivi della farmacovigilanza Aifa. Inoltre l'Aifa attiverà sorveglianza con capacità di analisi a 3, 6 e 9 mesi per capire la risposta immunitaria nella popolazione italiana. Sulle modalità di somministrazione del vaccino «in questa prima fase - ha sottolineato il direttore generale dell'Aifa Magrini - e per i primi 2 o 3 mesi, il vaccino sarà coordinato e somministrato attraverso la struttura commissariale e le regioni». Operatori sanitari e Rsa interessati alla somministrazione del vaccino «saranno identificati sulla base di specifiche liste regionali». Per i prossimi mesi, dunque, non ci sarà un meccanismo di prenotazione ma di chiamata. E su una eventuale necessità di aggiornamento del vaccino in funzione delle mutazioni di Sars-Cov-2 interviene Palù: «Il vaccino è facilmente modulabile in caso di mutazioni. Ha un vantaggio in più rispetto alle tecnologie tradizionali».
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