Report Istat sul 2019: Pil da record nell’isola prima dell’arrivo del virus
Per l’Italia si prevede una marcata contrazione del Pil nel 2020 (-8,9%) e una ripresa parziale nel 2021 (+4,0%)
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SASSARI. Nel 2019, prima dell’arrivo del ciclone Covid, la Sardegna stava mostrando interessanti segnali di vitalità. A ribadirlo, con tanti rimpianti, sono i dati forniti nel report Istat “Conti economici territoriali anni 2017-19”, che pongono l’isola al secondo posto per crescita del Pil in volume. Subito dopo la provincia autonoma di Bolzano che fa registrare la più elevata (+1,5% rispetto al 2018), c’è la Sardegna (+0,8%, +0,3% nel 2018), seguita da Lombardia, Emilia Romagna e Puglia (+0,7%). Le flessioni maggiori nelle Marche e in Abruzzo (-0,3%). Ragionando per aree, il Pil in volume è aumentato dello 0,5% nel Nord-est, dello 0,4% nel Nord-ovest, dello 0,3% nel Centro e dello 0,2% nel Mezzogiorno, a fronte del +0,3% a livello nazionale. Lo 0,8% dell’isola è quindi un risultato migliore rispetto al resto del Sud e più alto della media italiana.
Nel Pil pro capite, il Nord-ovest mantiene il primato, con un valore nominale di 36,8mila euro (36,5mila nel 2018), seguono il Nord-est, con 35,5mila euro (35,1mila nel 2018) e il Centro, con 32,1mila euro (31,7mila nel 2018). Il Sud, con 19,2mila euro (circa la metà di quello del Nord-ovest), supera lievemente il livello del 2018 (19mila euro).
Le famiglie residenti nel Nord-ovest vantano anche il livello di reddito disponibile per abitante più elevato (22,6mila euro), quasi il 60% in più di quelle del Mezzogiorno (14,2mila euro). La graduatoria regionale vede in testa la Provincia di Bolzano (48,1mila euro), seguita da Lombardia (39,7mila euro) e Valle d'Aosta (38,8mila euro). Con 34,2mila euro, il Lazio risulta la prima regione del Centro. Nel Mezzogiorno la prima regione è l'Abruzzo con 25,1mila euro, mentre l'ultimo posto della graduatoria è occupato dalla Calabria, con 17,3mila euro. Quanto alla spesa per consumi delle famiglie, con +0,8% la Sardegna è terza per gli incrementi più significativi dietro Bolzano (+1%) e Umbria (+0,9%).
Per l’Italia si prevede una marcata contrazione del Pil nel 2020 (-8,9%) e una ripresa parziale nel 2021 (+4,0%). (a.palm.)
Nel Pil pro capite, il Nord-ovest mantiene il primato, con un valore nominale di 36,8mila euro (36,5mila nel 2018), seguono il Nord-est, con 35,5mila euro (35,1mila nel 2018) e il Centro, con 32,1mila euro (31,7mila nel 2018). Il Sud, con 19,2mila euro (circa la metà di quello del Nord-ovest), supera lievemente il livello del 2018 (19mila euro).
Le famiglie residenti nel Nord-ovest vantano anche il livello di reddito disponibile per abitante più elevato (22,6mila euro), quasi il 60% in più di quelle del Mezzogiorno (14,2mila euro). La graduatoria regionale vede in testa la Provincia di Bolzano (48,1mila euro), seguita da Lombardia (39,7mila euro) e Valle d'Aosta (38,8mila euro). Con 34,2mila euro, il Lazio risulta la prima regione del Centro. Nel Mezzogiorno la prima regione è l'Abruzzo con 25,1mila euro, mentre l'ultimo posto della graduatoria è occupato dalla Calabria, con 17,3mila euro. Quanto alla spesa per consumi delle famiglie, con +0,8% la Sardegna è terza per gli incrementi più significativi dietro Bolzano (+1%) e Umbria (+0,9%).
Per l’Italia si prevede una marcata contrazione del Pil nel 2020 (-8,9%) e una ripresa parziale nel 2021 (+4,0%). (a.palm.)
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