La Nuova Sardegna

Sei mesi per liberare l’isola: «Scoveremo tutti i positivi»

di Umberto Aime
Sei mesi per liberare l’isola: «Scoveremo tutti i positivi»

Illustrato il piano della Regione coordinato dal microbiologo Crisanti

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CAGLIARI. Lo screening di prova c’è stato, ventiquattr’ore fa, a Baunei, con 500 tamponi rapidi. Quello di massa, in Ogliastra, comincerà lunedì 4 gennaio su 57mila abitanti e stavolta i test saranno 32.278. Eccolo, il piano per scovare il Covid sommerso. Ha un nome semplice ma efficace: «Sardi e sicuri». Per centrare un obiettivo storico: «Riportare la Sardegna ad azzerare la circolazione virale. Per questo sarà indispensabile il coinvolgimento delle varie comunità», ha detto il governatore Christian Solinas nel presentare il piano Crisanti. Con lo stesso virologo, Andrea Crisanti appunto, che ha aggiunto: «Presidente, fra sei mesi, quando concluderemo lo screening regionale, spero di riconsegnarle una Sardegna che se non al 100 per cento Covid free, lo sarà di sicuro molto vicino». Come? «Intercettando il più possibile i casi positivi, isolandoli. Spezzeremo così la catena del contagio nelle famiglie e nei posti di lavoro», ha rilanciato il professore appena ingaggiato. Per poi sottolineare: «Partiremo quasi in contemporanea con la campagna vaccinale anti Covid ed è un bene. Le due azioni di contrattacco viaggeranno in parallelo e sarà proprio questa sinergia a rendere meno ansiosa l’attesa, almeno qui in Sardegna, per l’annunciata vaccinazione generalizzata a partire dalla primavera del 2021».

Via libera. Ddopo lo stress test di Baunei, fra dodici giorni l’Ogliastra diventerà un grande laboratorio. Sarà sviluppato un modello identico a quello con cui in Corea del Sud, ad esempio, «sono riusciti ad azzerare il virus, mettendo assieme lo screening e il vaccino», ha detto Crisanti. La Sardegna comincerà con lo screening, dalla Befana in poi arriveranno le fiale Pfizer. Lunedì 4 e mercoledì 5 gennaio nei 23 Comuni ogliastrini (leggi il dettaglio nella scheda sopra) saranno allestiti due «punti di campionatura», 46 in tutto. L’adesione della popolazione dovrà essere almeno del 65 per cento perché «l’esito sia attendibile», ha precisato Crisanti, sostenuto poi dal governatore nel lanciare l’appello: «Siamo sicuri in una risposta forte e immediata da parte della gente». Ogni giorno, in ciascun punto, saranno tamponate 400 persone fino ad arrivare alla quota prefissata di 32mila e poco più.

I passaggi. Appena il team di Crisanti e dell’Ats-Ares intercetteranno un caso positivo al Covid, lo faranno con i test rapidi antigenici, ovvero il cotton fioc orofaringeo che prevede l’esito entro 15 minuti, scatterà la seconda fase dell’indagine. Seduta stante il nuovo caso sarà isolato e insieme a lui familiari, amici e colleghi di lavoro. Dopo pochi minuti, l’entourage sarà sottoposto alla controprova del tampone molecolare per avere la conferma o meno della positività. Poi che accadrà? «Bloccheremo quel focolaio, saltato fuori grazie allo screening diffuso – ha precisato Crisanti – impedendo di fatto che continui ad alimentarsi. In una frase sola: lo metteremo all’angolo». Saranno proprio le maglie strette di questo setaccio l’arma vincente nel pieno della seconda ondata autunnale, ha giurato il virologo.

La controprova. Dopo una decina di giorni dal primo test, le stesse persone saranno sottoposte a un secondo tampone rapido. Perché? «Perché – sono state le parole di Crisanti – così avremo anche la possibilità d’intercettare altri casi positivi in un periodo diverso dal possibile inizio dell’incubazione». Tra l’altro la controprova «ci permetterà di verificare l’esito dello screening iniziale» e semmai «correggere gli errori commessi e mettere in campo le soluzioni necessarie». L’insieme delle due fasi quindi «darà sostanza a un circolo virtuoso su cui la Sardegna potrà costruire una barriera territoriale per fermare l’avanzata del Covid anche nel caso, non da escludere, di una terza ondata invernale», ha ribadito il virologo dopo aver ricordato: «L’Ats-Ares metterà a disposizione un team di 180 persone, noi il laboratorio di Padova».

Tutti in campo. All’indomani dell’avvio in Ogliastra, ma non si ancora bene quando, dovrebbe cominciare lo screening regionale. L’Azienda unica ha acquistato e prenotato due milioni di tamponi rapidi ed «è con quelli che affronteremo la terza fase», ha detto Crisanti. Sulla carta è stata studiata questa strategia: il test di 60-100mila persone per territorio. È a quel punto che «avremo davvero un quadro reale di quale è stata, o sarà, la diffusione del virus in Sardegna», ha rilanciato Crisanti. Letti e pesati i numeri assoluti, per forza subito dopo dovrà scattare l’operazione di contenimento del virus sul territorio e nei punti di accesso, dai porti agli aeroporti. «Ma questo secondo aspetto è per me più politico che scientifico e quindi lo lascio alla politica – ha detto Crisanti tutto d’un fiato – Invece oggi a me interessa dire: in questo momento anche un solo positivo è un positivo di troppo e noi lo scoveremo».

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