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Aras, verso assunzioni a tempo

Aras, verso assunzioni a tempo

Regione pronta a varare una “leggina”, ma i lavoratori non avrebbero garanzie

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CAGLIARI. Il futuro dei 252 dipendenti dell’ex Aras continua a essere un rompicapo, col licenziamento sempre più vicino visto che a fine anno saranno messi alla porta dai liquidatori dell’Associazione regionale per gli allevatori. Con una legge, che sarà discussa lunedì prossimo, il Consiglio regionale proverà in corsa a metterci l’ennesima pezza. Soluzione diventata urgente dopo che i giudici del Tar hanno accolto il ricorso presentato da alcuni sindacati sull’ipotesi del passaggio diretto degli ex Aras all’Agenzia Laore, come deciso tempo fa dallo stesso Consiglio. Il Tribunale amministrativo ha sollevato un principio di incostituzionalità e quindi di fatto quella procedura s’è bloccata.

La nuova soluzione. Poco prima della pausa natalizia, i capigruppo di maggioranza, l’assessora all’agricoltura Gabriella Murgia e il presidente della commissione attività produttive, Piero Maieli del Psd’Az, hanno scritto una legge dell’ultim’ora. Cosa prevede? L’assunzione a tempo determinato degli ex Aras da parte di Laore per due anni, più un possibile rinnovo intorno ai 12 mesi. In questo arco di tempo comunque dovrà essere poi bandito un concorso pubblico per «la copertura del servizio di assistenza svolto finora dall’Aras in liquidazione». Concorso che dovrà essere in carico all’Agenzia Laore sulla base del fabbisogno triennale di personale, ma nel frattempo la stessa Agenzia dovrà «garantire sin da subito, attraverso le 252 assunzioni a tempo determinato, l’indispensabile servizio di assistenza alle imprese zootecniche». Con in più questa clausola: «Le stesse assunzioni a tempo determinato non costituiranno in alcun modo «il presupposto per l’ingresso degli assunti a tempo determinato nei ruoli definitivi all’indomani del concorso bandito da Laore nell’arco dei prossimi tre anni».

I sindacati replicano. Dalla Uil, però, è arrivato un no immediato e secco all’ipotesi della legge dell’ultim’ora. «È un fatto gravissimo e incomprensibile – scrivono i segretari regionale – avanzare come soluzione un concorso pubblico per titoli ed esami. Questa proposta toglierebbe qualsiasi certezza ai lavoratori ex Aras e li lascerebbe senza nessuna garanzia dopo una vita di lavoro. Non solo: la stessa ipotesi finirebbe per azzerare un percorso politico e legislativo durato più di 10 anni». La controproposta del sindacato è «correggere la vecchia legge nel rispetto delle regole sulla stabilizzazione nelle Pubbliche amministrazioni».

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