È il Vax Day: la rivincita della ricerca
Un anno fa i primi casi, oggi tutta Europa ha un po’ meno paura del Covid-19
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ROMA. Appena 311 giorni dopo la scoperta all'ospedale di Codogno del “paziente uno”, il 38enne Mattia Maestri, oltre due milioni di contagiati e quasi 72mila morti, arriva finalmente il Vax Day: le prime 9.750 dosi del farmaco anti Covid sono in Italia per essere somministrate a operatori sanitari, personale e ospiti delle Rsa, le due categorie prioritarie individuate dal governo. «Intravediamo il primo spiraglio di luce dopo una lunga notte» sottolinea il commissario per l'Emergenza, Domenico Arcuri, parlando di un giorno «simbolico ed emozionante».
Le fiale del vaccino sono arrivate all'ospedale Spallanzani di Roma dopo un viaggio iniziato alla Vigilia di Natale dalla fabbrica della Pfizer in Belgio ed ora sono conservate in celle frigorifere in grado di mantenere una temperatura di -75 gradi, come richiesto dalla casa farmaceutica. Una parte di esse è stata caricata in contenitori termici a bordo dei mezzi dell'Esercito e consegnata in tutti i punti di somministrazione entro i 300 chilometri da Roma mentre le dosi destinate alle regioni più distanti sono state trasferite nell'hub predisposto dalla Difesa all'aeroporto militare di Pratica di Mare e consegnate con 5 aerei nel resto d'Italia. A riceverne il maggior numero è la Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia e anche questo è un altro simbolo di una giornata che sarà uguale per tutta l'Europa.
«Siamo convinti che i cittadini comprenderanno l'importanza di questo momento» dice ancora Arcuri auspicando che la stragrande maggioranza degli italiani scelga di vaccinarsi. E c'è un altro simbolo nel giorno del vaccine Day ed è la decisione di molte regioni di scegliere come testimonial della campagna una donna; infermiere, operatrici sanitarie e dottoresse che da mesi sono in prima linea. Messi da parte i simboli, la campagna vaccinale vera e propria inizierà a partire da lunedì: secondo i piani di Arcuri e del governo dovrebbero arrivare tra le 420mila e le 450mila dosi a settimana del vaccino Pfizer, che verranno distribuiti direttamente dalla casa farmaceutica nei 294 punti di somministrazione individuati dalle regioni. Si andrà avanti così per almeno un mese con l'obiettivo di vaccinare tutto il personale sanitario (1,4 milioni di persone) e i 570mila tra personale e ospiti delle Rsa. All'inizio di gennaio, inoltre, dovrebbe arrivare il via libera per il vaccino di Moderna.
Le fiale del vaccino sono arrivate all'ospedale Spallanzani di Roma dopo un viaggio iniziato alla Vigilia di Natale dalla fabbrica della Pfizer in Belgio ed ora sono conservate in celle frigorifere in grado di mantenere una temperatura di -75 gradi, come richiesto dalla casa farmaceutica. Una parte di esse è stata caricata in contenitori termici a bordo dei mezzi dell'Esercito e consegnata in tutti i punti di somministrazione entro i 300 chilometri da Roma mentre le dosi destinate alle regioni più distanti sono state trasferite nell'hub predisposto dalla Difesa all'aeroporto militare di Pratica di Mare e consegnate con 5 aerei nel resto d'Italia. A riceverne il maggior numero è la Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia e anche questo è un altro simbolo di una giornata che sarà uguale per tutta l'Europa.
«Siamo convinti che i cittadini comprenderanno l'importanza di questo momento» dice ancora Arcuri auspicando che la stragrande maggioranza degli italiani scelga di vaccinarsi. E c'è un altro simbolo nel giorno del vaccine Day ed è la decisione di molte regioni di scegliere come testimonial della campagna una donna; infermiere, operatrici sanitarie e dottoresse che da mesi sono in prima linea. Messi da parte i simboli, la campagna vaccinale vera e propria inizierà a partire da lunedì: secondo i piani di Arcuri e del governo dovrebbero arrivare tra le 420mila e le 450mila dosi a settimana del vaccino Pfizer, che verranno distribuiti direttamente dalla casa farmaceutica nei 294 punti di somministrazione individuati dalle regioni. Si andrà avanti così per almeno un mese con l'obiettivo di vaccinare tutto il personale sanitario (1,4 milioni di persone) e i 570mila tra personale e ospiti delle Rsa. All'inizio di gennaio, inoltre, dovrebbe arrivare il via libera per il vaccino di Moderna.
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