La Nuova Sardegna

In Consiglio la salva-Aras I lavoratori: ci avete usato

di Antonello Palmas
In Consiglio la salva-Aras I lavoratori: ci avete usato

Settore lattiero a rischio, si discute la soluzione: assunzione in Laore, ma a tempo E dal 23 dicembre il laboratorio di Oristano che analizza il latte sardo è già chiuso

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SASSARI. L’obiettivo è salvare i posti di lavoro e con essi il servizio di assistenza fornito da Aras nei confronti di 10mila aziende zootecniche isolane e quello del laboratorio di analisi di Oristano, che da mercoledì ha già chiuso lasciando senza controlli tutta l’isola: il 31 dicembre tutti i 250 dipendenti dell’associazione in liquidazione saranno licenziati e questo manderà in tilt le produzioni lattiero casearie di tutta l’isola. C’è da fare in fretta e oggi sarà discussa in Consiglio regionale una soluzione tappabuchi che prevede l’assunzione in Laore dei 250 veterinari, agronomi e analisti Aras a tempo determinato per due anni più uno di eventuale rinnovo. Accade dopo che il Tar, accogliendo un ricorso di lavoratori Laore, ha rinviato alla Consulta il parere di costituzionalità sulla procedura di trasferimento, ma non ha bloccato la procedura concorsuale.

A quelli del gruppo Sit-in permanente, che più si è battuto con mesi in tenda e manifestazioni, la soluzione non piace. La vedono come una prosecuzione del precariato anche perché a sua volta può essere oggetto di ricorsi per la sua anomalia. Dicono di essere stati usati per 38 anni e ora di sentirsi beffati nonostante una legge, la 47/2018, avesse decretato la loro assunzione in Laore. E spiegano perché a loro modo di vedere non è così strano che a suo tempo sia stata scelta una procedura concorsuale ad hoc per i dipendenti, oggetto dei dubbi di costituzionalità.

«La Regione – sottolineano – per 38 anni ha finanziato al 100% con soldi propri una struttura (per così dire) privata. La maggior parte dei dipendenti, per essere assunti in Aras, ha partecipato ad un concorso pubblico bandito da Aras ma finanziato totalmente dalla Regione, con preselezione, corso, esame e relativa graduatoria». Insomma, un concorso regionale “classico” di fatto sarebbe già stato superato.

«Per tutti questi anni – dicono – siamo stati utilizzati dalla Regione, oltre che per i normali compiti di assistenza tecnica, svolti su tutto comparto anche per collaborazioni con l’università, con cui abbiamo svolto lavori di ricerca e non solo, e molti giovani laureati hanno svolto il tirocinio pratico richiesto per legge con noi; per collaborazioni con l'istituto zootecnico caseario e con l'istituto zooprofilattico, con le Asl (vedi la campagna di vaccinazione sulla Blue tongue del 2001). E In questi ultimi 15 anni siamo stati impegnati nella misura sul benessere animale, gestita direttamente da Laore». A parte quest’ultima, svolta per 3 mesi senza stipendio e per 6 senza rimborsi chilometrici, «le altre – dice Sit-in permanente – erano tutte accessorie e sono state svolte senza avere alcuna remunerazione».

Gli Aras ricordano che il laboratorio di Oristano, «che solo per il latte, svolge più di 300mila esami all'anno, è definito da tutti un gioiellino grazie alla grande professionalità ed esperienza dei suoi tecnici e non certo per le strutture ormai obsolete, ed è determinante nel controllo di tutto il latte sardo, permettendo ai produttori di commercializzare secondo le normative Ue». Insomma, dicono i lavoratori «siamo stati per anni utilizzati dalla Regione per servizi pubblici, ma per artifizi legislativi ha fatto comodo a tanti farci risultare dipendenti privati». Tant'è che «anche i ministeri competenti a cui la Giunta precedente si rivolse diedero l’okay alla legge per l'assunzione in Laore». Sit-in accusa quindi di poco coraggio, poca voglia e poco interesse a risolvere la questione la politica regionale nonostante lo spazio lasciato dal Tar.

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