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Piano casa in aula, inizia il dibattito

Piano casa in aula, inizia il dibattito

Tempi stretti per l’approvazione, le minoranze cercheranno di fermare la legge

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SASSARI. Il Piano casa torna in aula, con un calendario serratissimo che, secondo la maggioranza, dovrebbe portare all’approvazione entro domani, al massimo entro il 30. La discussione dei 21 articoli sarebbe dovuta iniziare il 23, ma era stata rinviata in segno di lutto dopo la morte dell’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Frongia. Quello che arriverà in Consiglio sarà un piano cambiato in alcuni aspetti, imposti dagli emendamenti presentati dalla Giunta: nella fascia dei 300 metri il centrodestra ha cancellato i bonus per le seconde case e gli alberghi, per le seconde case al di fuori della fascia di rispetto il bonus previsto è del 30%, al massimo 150 metri cubi, più 10 legati alla riduzione dei consumi energetici. Il bonus lieviterà di 5 punti nelle “zone turistiche inglobate nei centri urbani”. Infine sarà al massimo del 50% il bonus previsto per gli alberghi oltre i 300 metri dal mare. Le novità, però, non sono bastate a riaprire il dialogo con le opposizioni che hanno preparato un muro di 700 emendamenti costruito con l’intenzione di «fermare l’avanzata di una legge pericolosa per la Sardegna nonostante gli ultimi presunti aggiustamenti decisi dal centrodestra», aveva detto Valter Piscedda del Pd, relatore in aula per la minoranza.

Intanto, continuano le prese di posizione contro il documento preparato dalla Giunta guidata da Christian Solinas, già contestata da tutte le associazioni ambientaliste. Ieri si è aggiunto all’appello anche l’ex senatore Luciano Uras: «La Sardegna è al bivio. Può scegliere il progresso della riconversione ecologica, la qualità dell’ambiente, il rispetto del suo paesaggio di pregio, oppure il consumo del territorio, l’urbanistica del cemento inutile, i pericoli, tragici, del dissesto idrogeologico. È provvedimento dannoso e zuppo di incostituzionalità che non serve neanche alla più cinica impresa di costruzioni, stante le cubature esistenti, sovradimensionate, e concausa della progressiva perdita di valore del bene immobiliare. È un prodotto di “vecchia destra” incapace di pensiero, che apre varchi pericolosi all’abuso, uno dei rischi più seri per l’impresa edile regolare».

Critici anche gli indipendentisti di Liberu: «È necessario riqualificare gli immobili destinati alla ricezione turistica e dare una boccata d’ossigeno all’edilizia. Questo, però alla giunta non interessa perché vogliono permettere la speculazione ampliando le volumetrie in periodo di crisi, con bassi costi, perché poi si possa rivendere in tempi di ripresa con guadagni esponenziali».



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