Covid, i primi “immunizzati” sardi sono già al lavoro
L’infettivologo Piro: sto bene ma rispettiamo le regole. L’infermiera Boi: è stata una grande emozione
CAGLIARI. Subito al lavoro il giorno dopo il vaccino. Silverio Piro, 71, infettivologo, era come al solito in reparto al Brotzu, o meglio nei reparti, visto che si occupa come consulente non solo di Covid, ma anche di altre patologie. Idem Virginia Boi, la prima donna vaccinata in Sardegna: ha preso servizio regolarmente alla preospedalizzazione alle 6.30 ed è tornata a casa nel pomeriggio. È la prova che entrambi stanno bene. Ci sarebbe potuto stare anche un giorno in più di riposo per la stanchezza più emotiva che fisica del Vax Day. Ma in questo momento ha prevalso la voglia di essere sempre lì sul fronte perché la battaglia, anche se il vaccino è arrivato, è ancora tutta da vincere.
«Sto benissimo- spiega Piro – ma non ho mai avuto alcun dubbio. Dopo il vaccino nessun fastidio: sono andato in campagna con la famiglia, ho camminato anche per qualche chilometro. Ho mangiato e dormito regolarmente: una giornata ottima. D’altra parte negli Usa i vaccinati sono già un milione». Poi il ritorno al lavoro: «Sto bene – racconta – dobbiamo sempre però ricordarci di rispettare le regole, con mascherina e distanza: bisogna continuare così».
Ora ci sono ancora due passaggi: «Un test per la sieroconversione dieci giorni dopo il vaccino: serve a capire se si stanno sviluppando gli anticorpi. E poi la seconda dose, dopo tre settimane: la prima dà una certa immunità ma potrebbe scemare nel giro di breve tempo. Ecco perché occorre il rinforzo».
Virginia Boi, 58 anni, è una veterana del Brotzu con trentasei anni di servizio. Anche lei sta bene, anche lei ha scelto famiglia e campagna per recuperare energie, più mentali che fisiche. Anche lei ieri era regolarmente al suo posto. «Non nascondo di avere provato una grande emozione – racconta – e, anche nei giorni precedenti, pensavo e ripensavo a quello che stava per succedere. Ho detto sì subito, convinta di quello che stavo facendo: pensavo di essere sfinita per la tensione. E invece in serata ho capito che ero pronta per tornare subito al lavoro. Dopo il vaccino ho trascorso una bella giornata in famiglia, siamo anche andati in campagna. Nessun fastidio, tutto normale e sotto controllo».
Una giornata speciale, quella del Vax Day. «Mi hanno fatto piacere i complimenti e gli incoraggiamenti soprattutto dei pazienti trapiantati – ha spiegato – e tanti messaggi affettuosi di chi mi conosce. Ho sentito tutti molto vicini».
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