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Lavoro e salute: gli auguri di Solinas ai sardi

Lavoro e salute: gli auguri di Solinas ai sardi

Il governatore parla via Facebook, la gestione della pandemia "ci ha costretto a modificare in modo radicale l'agenda politica

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CAGLIARI. «Una ripartenza che sappia ricostruire le condizioni per l'economia, per il lavoro e la salute». È l'augurio per il nuovo anno ai sardi che arriva via Facebook dal presidente della Regione Christian Solinas. «La gestione della pandemia è stata un impegno molto gravoso di cui ho sentito per intero la responsabilità - ha detto - è stato un anno complicato e denso di inquietudini, l'emergenza sanitaria ci ha costretto a modificare in maniera radicale l'agenda politica». Per esempio, «ricordo che la gran parte dei punti programmatici che ci eravamo prefissati nella parte iniziale della legislatura, ha dovuto subire una battuta d'arresto per lasciar spazio a una riparametrazione del sistema sanitario, e a una serie di misure emergenziali per dare ristoro alle aziende che chiudevano e ai lavoratori privi di reddito».

Solinas ha fatto il punto sui temi dell'agenda politica. Sulla sanità, ha precisato che «abbiamo voluto tener ferma una delle grandi riforme che aveva bisogno di partire fin dall'inizio della legislatura perché si compone di almeno tre fasi: abbiamo approvato la prima parte, che riguarda la governance e che andrà accompagnata con la riforma della medicina territoriale e con la rete ospedaliera». Per quanto riguarda gli Enti locali, con la riforma che porta a sei le Province e a due le Città Metropolitane, «si vuole promuovere un sistema che prevede un solo livello intermedio tra Comuni e Regione, per tutti quei servizi che non possono trovare soddisfazione a livello comunale».

Sulla riorganizzazione della Regione che deve ancora ottenere il parere della commissione Bilancio: «Dopo decenni di calma piatta nell'assetto istituzionale, la Sardegna attende una riforma della presidenza che tenga conto dell'elezione diretta, delle nuove competenze, dell'esigenza di rapportarsi con più soggetti istituzionali, a partire dall'Europa». Quindi, «una riforma che dia strumenti più agili e snelli per poter essere all'altezza delle sfide dei tempi e dare risposte concrete ai cittadini». Infine il Piano casa, di cui oggi l'Aula ha approvato il primo articolo: «Vogliamo restituire chiarezza al sistema: dire cosa si può fare e cosa invece non si può nelle coste, nell'interno, a due chilometri dal mare, nelle città e nei paesi, nei centri storici è fondamentale». Ma, ha precisato, «non ci sarà alcuna cementificazione selvaggia». Semplicemente, ha concluso, «la possibilità di sbloccare un sistema che da troppi anni sta vivendo impelagato nell'incertezza, nei vincoli incomprensibili». (Ansa).

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