La Nuova Sardegna

Dentisti e psicologi: «Anche noi siamo a rischio»

Gli assistenti odontoiatrici: «Siamo esclusi dalla prima fase mentre in altre regioni non è così»

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SASSARI. Dentisti, assistenti di studio odontoiatrici, odontotecnici, ma anche psicologi operanti in ambito privatistico. Tutte figure che vengono necessariamente a contatto con tanti pazienti, eppure la Sardegna sembra essersi dimenticata di inserirli nella lista di chi ha diritto alla precedenza per i vaccini anti-Sars-Cov-2. A portare alla ribalta il problema la vice presidente nazionale Aiaso (assistenti odontoiatrici), Barbara Piga: «Altre regioni, come Friuli Venezia Giulia e Puglia, hanno già provveduto, dopo un intenso lavoro di collaborazione costruttiva tra medici e odontoiatri, attraverso le associazioni di categoria, alla riapertura dei termini di iscrizione alla prima fase delle vaccinazioni. Non così, ancora, nell’isola, nonostante le sollecitazioni al presidente Solinas e all’assessore Nieddu da parte dell’Ordine dei medici di Sassari». E dice di confidare nell’assessore del lavoro, Alessandra Zedda, affinché «voglia farsi paladina delle sorti del personale operante in ambito sanitario. Si tratta di questione prioritaria. È fortemente auspicabile che sia ricompreso a pieno titolo nelle fasi iniziali del processo di vaccinazione». Per il responsabile dell’area legale, l’avvocato Salvatore Deriu – «gli assistenti di studio odontoiatrico (Aso) sono categoria a forte rischio di contagio perché, al pari del personale medico, in prima linea a livello operativo. Vi è una oggettiva necessità di tutelare l’intera filiera assistenziale sanitaria, dato che l’obiettivo ultimo è la salvaguardia della salute pubblica».

Analoga richiesta è stata inviata all'assessore Nieddu e al presidente della commissione salute Domenico Gallus da Angela Quaquero, presidente dell'Ordine degli psicologi della Sardegna, e da Alessandra Medda, segretaria Aupi (Associazione unitaria psicologi italiani). «La professione psicologica rientra a pieno titolo tra le quelle sanitarie – spiega Quaquero – e questo anche se il supporto alla popolazione avviene in gran parte al di fuori del servizio sanitario nazionale, vista la carenza di personale psicologico in quel contesto. Buona parte degli psicologi, inoltre, sono anche psicoterapeuti e rientrano quindi in una categoria che ricomprende anche i medici e che andrebbe considerata nella sua globalità». Ricordando il ruolo delicato svolto durante tutto il periodo della pandemia per aiutare la popolazione in una fase difficilissima «oggi – prosegue Quaquero – siamo di fronte a un altro, fondamentale impegno quale la campagna vaccinale, che rappresenta per la nostra Regione e il nostro Paese un'occasione di speranza in una situazione che, oltre ai problemi strettamente sanitari, ha determinato molti e pesanti risvolti di carattere psicologico e sociale, che dobbiamo affrontare nelle migliori condizioni possibili». (a.palm.)

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