Scorie nucleari, fronte comune dei sindaci: mercoledì tutti a Cagliari

Non si fermano le proteste per l’inserimento di 14 siti sardi nella mappa Sogin. «Non accetteremo mai che l’isola diventi la pattumiera del nucleare italiano»

CAGLIARI. La Regione ha promesso che si opporrà con tutti i mezzi all’idea di realizzare nell’isola il deposito nazionale della scorie radioattive, ma la sola idea che ben 14 siti distribuiti tra la Marmilla e l’alto Campidano siano stati inclusi nella lista consegnata dalla Sogin ai ministeri dell’Ambiente e delle Attività produttive non fa dormire sonni tranquilli ai sindaci dei paesi interessati. Mercoledì i primi cittadini di tutta l’isola si ritroveranno alla Fiera di Cagliari per ribadire il loro no all’ipotesi potesi che la Sardegna possa trasformarsi nella pattumiere dei rifiuti nucleari italiani e per motivare la risposta che la Regione dovrà inviare ufficialmente a Roma entro i prossimi 60 giorni.

Intanto già l’altro ieri si sono riuniti in seduta congiunta i consigli di Mandas, Siurgus Donigala e Nurri, tre paesi che si affacciano sul sito archeologico di “Santu Sidduru”, una delle aree ritenute potenzialmente idonee. I sindaci hanno ribadito la loro più totale contrarietà e hanno trovato sponda anche nei primi cittadini di Albagiara (Marco Marrocu), Assolo (Giuseppe Minnei), Mogorella (Lorenzo Carcangiu), Siapiccia (Raimondo Deidda), Usellus (Fabrizio Cao), Villa Sant’Antonio (Fabiano Frongia), che fanno parte della provincia di Oristano, e in quelli di Genuri (Danilo Piras), Gergei (Rossano Zedda), Guasila (Paola Casula), Las Plassas (Ernesto Nocco), Mandas (Umberto Oppus), Nuragus (Giovanni Daga), Nurri (Antonello Atzeni), Ortacesus (Maria Carmela Lecca), Pauli Arbarei (Emanuele Cadeddu), Segariu (Andrea Fenu), Setzu (Francesco Cotza), Siurgus Donigala (Antonello Perra), Tuili (Andrea Locci), Turri (Martino Picchedda), Ussaramanna (Marco Sideri), Villamar (Fernando Cuccu) che fanno parte della provincia del Sud Sardegna.

In fronte del no è, insomma sempre più compatto e sempre più deciso a far vcalere le sue ragioni.

Secondo “la carta nazionale del “Cnapi” – hanno spiegato i sindaci – alcune aree appartenenti ai nostri comuni sono potenzialmente idonee a ospitare il deposito delle scorie radioattive nazionali. E’ una scelta che non tiene conto del valore ambientale e archeologico di questo territorio e che ignora che la Sardegna si è già espressa con un referendum popolare per dire no ogni ipotesi di nucleare».

Anche per il presidente regionale dell’Anci Deiana la contrarietà dei sindaci è “motivata da ragioni politiche e generali, da motivazione oggettive legate ai luoghi che amministrano per le caratteristiche sociali, economiche, ambientali, paesaggistiche ed archeologiche e perché il «modello di sviluppo che hanno scelto è incompatibile col deposito nazionale delle scorie».Concetti che verranno ribaditi mercoledì a Cagliari.

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