Il Recovery plan italiano è pronto Così saranno spesi i 222 miliardi
Il progetto dovrà fare dell’Italia un Paese più moderno e digitale: saranno sei le “missioni” principali Gli interventi dall’Alta Velocità alle reti 5G, passando per il sostegno a una mobilità più sostenibile
3 MINUTI DI LETTURA
[LUOGO]ROMA
[TESTO]Dagli asili nido alla telemedicina, dall'alta velocità al Giubileo, dai pagamenti digitali alle reti 5G. Con una dotazione di 222 miliardi il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnnr) spazia su ogni ordine di progetti per fare dell'Italia un Paese più moderno, più digitale, più verde e più inclusivo. Sei le missioni principali che a loro volta raggruppano 16 componenti: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Inclusione e coesione; Salute.
[SOTTOTITOLO]Digitalizzazione, da cyber security a giustizia<MC> - La missione è suddivisa in tre componenti - Pubblica Amministrazione, sistema produttivo e cultura - per oltre 46 miliardi. Vi rientrano infrastrutture digitali per la raccolta dei dati (con la nascita di Poli Strategici Nazionali), per garantire più servizi digitali, dalla «cittadinanza digitale» alla digitalizzazione dei pagamenti, ma anche per la cyber security e la gestione di dati sensibili. Semplificare ed accelerare i processi sono le parole d'ordine per la giustizia, mentre per la digitalizzazione del sistema produttivo, che potrà beneficiare del piano Transizione 4.0, si punta su tecnologie, ricerca, sviluppo e innovazione, reti ultraveloci in fibra ottica, 5G e satellitari. Negli 8 miliardi del capitolo destinato alla cultura e al turismo trovano infine spazio la riqualificazione di borghi, parchi, giardini storici e periferie, un progetto speciale per Roma «Caput mundi» in vista del Giubileo del 2025 e un «Progetto Cinecittà» per il cinema.
<MC>Infrastrutture, alta velocità e manutenzione strade 4.0<MC> - Con circa 32 miliardi di risorse, l'intervento sulle infrastrutture punta a realizzare un «sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile». L'intervento più corposo (28,3 miliardi) è destinato a ferrovie e strade: si punta a rafforzare le grandi linee di comunicazione del Paese, innanzitutto ferroviarie, con un focus sul Mezzogiorno; risorse anche per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali con maggiori criticità. Altri 3,68 miliardi sono per intermodalità e logistica integrata, con investimenti per rendere i porti più competitivi e sostenibili. §
<MC>Inclusione, priorità donne e giovani <MC>- Intervenire sulle «fragilità» sociali: donne e lavoro, giovani, famiglie «marginali» con una precisa attenzione alle discriminazioni di genere. La missione, con un impegno di 27,26 miliardi, è dedicata proprio al «sostegno all'empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni di genere» e all'aumento dell'occupazione, soprattutto giovanile. Per il lavoro si ipotizza la revisione delle politiche attive, con il rafforzamento dei centri per l'impiego e la loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati. La seconda componente, «Infrastrutture sociali, Famiglie, Comunità e Terzo settore», mira invece a supportare situazioni di fragilità sociale ed economica, a sostenere le famiglie e la genitorialità. Una specifica linea d'intervento è pensata per le persone con disabilità o non autosufficienti e prevede l'incremento di infrastrutture e la messa a disposizione di servizi e reti di assistenza. Infine sono previsti «Interventi speciali di coesione territoriale» con il rafforzamento della Strategia nazionale delle aree interne rilanciata dal Piano Sud 2030.
[TESTO]Dagli asili nido alla telemedicina, dall'alta velocità al Giubileo, dai pagamenti digitali alle reti 5G. Con una dotazione di 222 miliardi il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnnr) spazia su ogni ordine di progetti per fare dell'Italia un Paese più moderno, più digitale, più verde e più inclusivo. Sei le missioni principali che a loro volta raggruppano 16 componenti: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Inclusione e coesione; Salute.
[SOTTOTITOLO]Digitalizzazione, da cyber security a giustizia<MC> - La missione è suddivisa in tre componenti - Pubblica Amministrazione, sistema produttivo e cultura - per oltre 46 miliardi. Vi rientrano infrastrutture digitali per la raccolta dei dati (con la nascita di Poli Strategici Nazionali), per garantire più servizi digitali, dalla «cittadinanza digitale» alla digitalizzazione dei pagamenti, ma anche per la cyber security e la gestione di dati sensibili. Semplificare ed accelerare i processi sono le parole d'ordine per la giustizia, mentre per la digitalizzazione del sistema produttivo, che potrà beneficiare del piano Transizione 4.0, si punta su tecnologie, ricerca, sviluppo e innovazione, reti ultraveloci in fibra ottica, 5G e satellitari. Negli 8 miliardi del capitolo destinato alla cultura e al turismo trovano infine spazio la riqualificazione di borghi, parchi, giardini storici e periferie, un progetto speciale per Roma «Caput mundi» in vista del Giubileo del 2025 e un «Progetto Cinecittà» per il cinema.
<MC>Infrastrutture, alta velocità e manutenzione strade 4.0<MC> - Con circa 32 miliardi di risorse, l'intervento sulle infrastrutture punta a realizzare un «sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile». L'intervento più corposo (28,3 miliardi) è destinato a ferrovie e strade: si punta a rafforzare le grandi linee di comunicazione del Paese, innanzitutto ferroviarie, con un focus sul Mezzogiorno; risorse anche per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali con maggiori criticità. Altri 3,68 miliardi sono per intermodalità e logistica integrata, con investimenti per rendere i porti più competitivi e sostenibili. §
<MC>Inclusione, priorità donne e giovani <MC>- Intervenire sulle «fragilità» sociali: donne e lavoro, giovani, famiglie «marginali» con una precisa attenzione alle discriminazioni di genere. La missione, con un impegno di 27,26 miliardi, è dedicata proprio al «sostegno all'empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni di genere» e all'aumento dell'occupazione, soprattutto giovanile. Per il lavoro si ipotizza la revisione delle politiche attive, con il rafforzamento dei centri per l'impiego e la loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati. La seconda componente, «Infrastrutture sociali, Famiglie, Comunità e Terzo settore», mira invece a supportare situazioni di fragilità sociale ed economica, a sostenere le famiglie e la genitorialità. Una specifica linea d'intervento è pensata per le persone con disabilità o non autosufficienti e prevede l'incremento di infrastrutture e la messa a disposizione di servizi e reti di assistenza. Infine sono previsti «Interventi speciali di coesione territoriale» con il rafforzamento della Strategia nazionale delle aree interne rilanciata dal Piano Sud 2030.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
