L’isola rischia la fascia arancione
Sotto osservazione i dati dell’indice Rt: l’8 gennaio la Sardegna era all’1,02
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SASSARI. La Sardegna rischia il declassamento in fascia arancione, ma nulla è stato ancora deciso e c'è attesa per gli ultimi dati che forniranno al ministro della Salute, Roberto Speranza, la base per firmate le nuove ordinanze che arriveranno venerdì prossimo e che ridisegneranno la geografia dell'emergenza Covid in Italia. Ora l'Isola è a «rischio moderato» ma è comunque osservata speciale per l'indice di trasmissibilità R(t), che sopra l'1 porta in fascia arancione e sopra l'1.25 in quella rossa. L'8 gennaio scorso in Sardegna l'R(t) «puntuale» era all'1.02, mentre nell'ultimo monitoraggio settimanale del ministero della Salute pubblicato venerdì scorso è indicato lo 0.95. Sotto la soglia critica anche l'incidenza dei casi per 100mila abitanti, 78,01 rispetto ad una media nazionale di 166,02. Confortano anche i dati dei contagi delle ultime 24 ore: 233 su 3.034 tamponi con un rapporto tra positivi e test pari a circa l'8%. Ma preoccupa ancora l'alto numero dei morti, 15, e la pressione sugli ospedali: 2 pazienti in più in terapia intensiva e 10 in medicina. Un dato che potrebbe influire, peggiorandole, sulle percentuali di occupazione dei posti letto in reparti critici e in quelli non intensivi registrati sotto soglia sino a qualche giorno fa. Un altro criterio utilizzato per la classificazione. A chiarire il quadro in maniera definitiva sarà il report prodotto dalla cabina di monitoraggio, di cui si avrà una bozza già nelle prossime ore. Le ordinanze del ministro della Salute entreranno in vigore però solo domenica 17 gennaio mente per sabato 16 l'ipotesi prevalente è che resti valida l'attuale colorazione. In attesa che il prossimo dossier sui territori finisca sul tavolo di Speranza, è proprio quest'ultimo ad annunciare numeri per niente confortanti. Già nell'informativa alla Camera le cifre comunicate erano in netto ed evidente peggioramento. «A livello nazionale – ha spiegato il ministro della Salute– il tasso di occupazione delle terapie intensive torna ad attestarsi sopra la soglia critica del 30% e c'è un drammatico mutamento dell'indice di rischio attribuito alle Regioni: 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso».
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