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Maggioranza due volte ko ma oggi arriva il voto finale

Maggioranza due volte ko ma oggi arriva il voto finale

Bocciati un paio di emendamenti della Giunta. Strigliata di Solinas ai “ribelli”

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CAGLIARI. L’ultimo miglio sì, ma col brivido. Il Piano casa, che oggi sarà approvato, ha riservato in coda un doppio colpo di scena. All’improvviso e per ben due volte la Giunta è andata sotto. Nel primo caso per colpa della Lega, che insieme alle opposizioni, ha bocciato un emendamento tecnico presentato dall’assessore all’urbanistica Quirico Sanna. Poi, in serata, a causa di un voto segreto – chiesto dal Pd e sostenuto pare dall’Udc – sui vincoli d’inedificabilità davanti a stagni e laghi. Due bucce di banana, in sostanza, su cui la maggioranza è scivolata, e i capitomboli hanno lasciato più di uno strascico, con evidenti effetti collaterali. Non tanto sulla legge, quanto sul clima nella coalizione: in entrambi i casi, il Psd’Az è andato su tutte le furie.

La faida. Lo strappo in maggioranza s’è consumato su una norma tecnica (le opere di urbanizzazione nelle zone a rischio idrogeologico) e che quindi passerà alla storia come un incidente di percorso. Dovrebbe essere così, però la bocciatura trasversale ha confermato, come s’era intuito, che i rapporti tra il Carroccio e i sardisti non sono idilliaci sul Piano casa. L’altro giorno era stato il Psd’Az a fare lo sgambetto alla Lega su un emendamento di poco conto, poi bocciato dall’aula, e 24 ore dopo gli alleati si sono vendicati. Ma oggi i due partiti ritorneranno a compattarsi – è scontato – per votare un testo corretto in corsa decine e decine di volte. A suggellare il via libera definitivo sarà il governatore Christian Solinas, atteso in mattinata nell’aula del Consiglio regionale, ma che già ieri ha dato una robusta strigliata agli alleati ribelli.

La spallata. Nel secondo scivolone la Giunta ha dovuto chinare il capo per sette voti. Al di là dell’emendamento in sé – sono state spazzati via tutte le intenzioni del centrodestra di trattare col Governo sul Ppr – è arrivata la conferma che sull’urbanistica le maggioranze non reggono più di tanto. Anni fa era accaduto a Soru, poi a Pigliaru nella scorsa legislatura, stavolta è capitato a Solinas. Il muretto a secco – sei dei sette voti decisivi sarebbero stati dell’Udc – ha funzionato di nuovo seppure con effetti meno devastanti. Oggi l’arrivo del governatore dovrebbe rimettere le cose a posto, anche se il Psd’Az, dopo aver incassato il doppio ceffone, ha preteso e ottenuto un immediato vertice di maggioranza. Sarà convocato appena il Piano casa verrà approvato.

Alberghi e turismo. Gli ultimi articoli, a parte la baruffa fra Lega, Udc e Psd’Az, il centrodestra li ha approvati ancora con i consueti dieci voti di vantaggio. Così, ad esempio, è arrivata la conferma che gli hotel nei 300 metri dal mare potranno essere demoliti e ricostruiti senza però aumento di cubature: il saldo dovrà essere zero. Era stato lo stesso Solinas a giurare, in un’intervista alla Nuova, che tutti i bonus sarebbero stati sterilizzati nella fascia protetta, ed è stato di parola sia sugli alberghi che sulle seconde case. Poi i Comuni, oltre i 300 metri dal mare, potranno autorizzare aree di sosta temporanee per caravan e roulotte su terreni privati attrezzati. Lo stesso sarà possibile per i campeggi, sempre nella stessa fascia, purché – testuale – abbiamo un «basso impatto paesaggistico» e possano essere «smantellati da una stagione all’altra». Il Consiglio, invece, ha bloccato sul nascere l’articolo che dava la possibilità alle case vacanze di offrire servizi alberghieri. Sarebbe stata una concorrenza fin troppo sleale per le strutture turistiche e il centrodestra ha preferito soprassedere. Decisione salutata come una grande vittoria dal presidente di Federalberghi sud: «Abbiamo evitato l’ennesima mazzata», ha commentato Fausto Mura.

Ultimi bonus. Chi sposterà le cubature da aree ad alto pregio urbanistico e architettonica in altre zone urbanistiche avrà a disposizione un extra del 40 per cento. Chi, invece, farà lo stesso per le case costruite nelle zone a rischio idrogeologico, potrà contare su un 35 per cento in più. In entrambi in casi sarà sufficiente il via libera degli uffici tecnici e non più del Consiglio comunale. Infine, alla vigilia della passerella decisiva, il Consiglio regionale ha approvato una norma che annulla l’attuale vuoto legislativo. Chi, in queste settimane, ha presentato la domande per i bonus, dovrà ripresentarle appena il nuovo Piano casa entrerà in vigore, e gli converrà farlo. Stavolta le percentuali sono molto più alte.

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