Vaccinazioni a rilento. Nieddu: «Tutto calcolato»
Ganau chiede certezza dei tempi e rispetto delle priorità. Giagoni: «Speculate anche sul virus»
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CAGLIARI. Nonostante l'arrivo dell'ultima tranche da 16mila dosi Pfizer e in attesa di quelle di Moderna rallenta in Sardegna la somministrazione dei vaccini anti Covid. Dopo una brusca accelerazione dei giorni scorsi l'Isola riscende la classifica delle regioni italiane, dietro la Lombardia al 15esimo posto con il 60% delle inoculazioni, cioè 19.994 effettuate sulle 33.330 dosi arrivate. Si tratta di circa il 4% in più rispetto al dato di giovedì. C'è però da sottolineare che la Regione, con l'assessore della Sanità Mario Nieddu, ha sempre detto di volere tenere una “scorta” di circa il 30% delle dosi per garantire il richiamo per chi ha ricevuto la prima somministrazione.
Intanto però sulla campagna vaccinale continuano le polemiche. Per l’ex presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau ci sono «Troppe irregolarità» e «ritmi troppo lenti». Il capogruppo del Pd non nasconde preoccupazione «per le notizie di priorità non rispettate» e parla di «amministrativi o operatori di ditte esterne vaccinati prima dei medici e degli operatori sanitari, dei medici di famiglia e delle strutture private convenzionate».
Questo, spiega, «è il segnale di una delega alla gestione dei vaccini da parte dell'assessore della Sanità. Invece, obietta, «la programmazione della vaccinazione e il controllo delle dosi effettuate deve essere trasparente e disponibile a tutti. Chi deve essere vaccinato nei prossimi giorni e sino al mese di febbraio deve saperlo da subito, non si possono lasciare dosi alla mercé di decisioni che poi si rivelano ingiuste e inaccettabili».
Quindi la richiesta all'assessore e al presidente della Regione Solinas di «fare chiarezza sulla calendarizzazione delle dosi a gennaio e febbraio, sulla base delle disponibilità comunicate dalla struttura commissariale, e di pianificare una maggiore rapidità destinando alle vaccinazioni ogni risorsa disponibile o impegnata in attività di screening meno urgenti».
A Ganau ha risposto Dario Giagoni, capogruppo della Lega. «Le accuse, basate esclusivamente sulle chiacchiere da bar che da giorni vengono rilanciate dagli esponenti dell’opposizione regionale sono tanto gravi quanto infondate! In Sardegna, infatti, si sta provvedendo a portare avanti la campagna vaccinale seguendo scrupolosamente le priorità indicate dal governo nazionale. Medici, sanitari e operatori sono la nostra priorità, al loro impegno, dedizione e spirito di sacrificio dobbiamo la corretta gestione di una situazione emergenziale che avrebbe potuto avere veramente ripercussioni assai più tragiche».
Intanto però sulla campagna vaccinale continuano le polemiche. Per l’ex presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau ci sono «Troppe irregolarità» e «ritmi troppo lenti». Il capogruppo del Pd non nasconde preoccupazione «per le notizie di priorità non rispettate» e parla di «amministrativi o operatori di ditte esterne vaccinati prima dei medici e degli operatori sanitari, dei medici di famiglia e delle strutture private convenzionate».
Questo, spiega, «è il segnale di una delega alla gestione dei vaccini da parte dell'assessore della Sanità. Invece, obietta, «la programmazione della vaccinazione e il controllo delle dosi effettuate deve essere trasparente e disponibile a tutti. Chi deve essere vaccinato nei prossimi giorni e sino al mese di febbraio deve saperlo da subito, non si possono lasciare dosi alla mercé di decisioni che poi si rivelano ingiuste e inaccettabili».
Quindi la richiesta all'assessore e al presidente della Regione Solinas di «fare chiarezza sulla calendarizzazione delle dosi a gennaio e febbraio, sulla base delle disponibilità comunicate dalla struttura commissariale, e di pianificare una maggiore rapidità destinando alle vaccinazioni ogni risorsa disponibile o impegnata in attività di screening meno urgenti».
A Ganau ha risposto Dario Giagoni, capogruppo della Lega. «Le accuse, basate esclusivamente sulle chiacchiere da bar che da giorni vengono rilanciate dagli esponenti dell’opposizione regionale sono tanto gravi quanto infondate! In Sardegna, infatti, si sta provvedendo a portare avanti la campagna vaccinale seguendo scrupolosamente le priorità indicate dal governo nazionale. Medici, sanitari e operatori sono la nostra priorità, al loro impegno, dedizione e spirito di sacrificio dobbiamo la corretta gestione di una situazione emergenziale che avrebbe potuto avere veramente ripercussioni assai più tragiche».
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