Da ieri in classe 640mila alunni
ROMA. Chi è entrato in classe euforico, chi preoccupato per interrogazioni e verifiche nelle prossime settimane. Ma dopo quasi due mesi e mezzo di didattica a distanza non c'è stato studente, ieri...
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ROMA. Chi è entrato in classe euforico, chi preoccupato per interrogazioni e verifiche nelle prossime settimane. Ma dopo quasi due mesi e mezzo di didattica a distanza non c'è stato studente, ieri mattina, che non abbia tradito emozione nel rientrare nella propria aula e sedere in mezzo ai compagni. Solo una parte però: l'ultimo dpcm prevede infatti che si possano accogliere ogni giorno il 50% degli alunni e fino ad un massimo del 75%. Fuori, a protestare, oggi, sono tuttavia rimasti in tanti: in diversi istituti nel Lazio ma anche in Molise e in diverse piazze italiane i ragazzi hanno manifestato perché, a loro dire, nulla è stato fatto per un ritorno in classe in sicurezza. A ritornare nei propri edifici scolastici, sono stati circa 640 mila studenti, ovvero gli alunni delle scuole superiori nel Lazio, in Emilia Romagna, in Molise e in Piemonte. Si aggiungono agli studenti rientrati la scorsa settimana in Valle d'Aosta, Toscana e in Abruzzo. In Trentino Alto Adige gli studenti erano tornati sui banchi già dal 7 gennaio. Lunedì prossimo dovrebbero rientrare nei loro istituti gli alunni in Campania, Puglia, Liguria e Umbria mentre i governatori del Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Basilicata, Calabria e Sardegna hanno deciso che per i propri studenti se ne parla solo il 1 febbraio.
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