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Docenti Covid e personale Ata senza stipendio da settembre

SASSARI. Sono senza stipendio da mesi e fino a lunedì hanno creduto che la loro situazione fosse vicina a una svolta. Invece, niente. Il 18 gennaio sarebbero dovuti arrivare gli stipendi, compresi...

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SASSARI. Sono senza stipendio da mesi e fino a lunedì hanno creduto che la loro situazione fosse vicina a una svolta. Invece, niente. Il 18 gennaio sarebbero dovuti arrivare gli stipendi, compresi gli arretrati, del personale docente e Ata in servizio nelle scuole come “potenziamento del organici” per via della pandemia. Sono stati chiamati “docenti Covid” e in Sardegna, sommati al personale Ata assunto con la stessa formula e per lo stesso motivo, sono circa 4mila. Molti di loro, però, non hanno ancora visto nemmeno uno stipendio. In tutta Italia uno su quattro non è stato pagato, nell’isola la percentuale potrebbe essere addirittura superiore: «Una situazione assurda – spiega Giuseppe Corrias, segretario regionale di Uil Scuola – soprattutto se si considera che questi precari richiamati in fretta e furia per combattere l’emergenza Covid spesso sono costretti a lavorare fuori sede, una situazione che comporta il pagamento di un affitto. Quando però le entrare non arrivano, la situazione si complica. Molti hanno contratto debiti pur di continuare, altri sono vicinissimi a rinunciare all’incarico. Non si può pensare di andare avanti così, anche perché siamo al limite della presa in giro. Entro il 14 gennaio gli istituti scolastici dovevano comunicare al ministero dell’Istruzione dovevano autorizzare i ratei stipendiali, in modo che il cedolino per il pagamento dello stipendio fosse pronto per il 18. Invece, due giorni dopo, i pagamenti non sono ancora arrivati», conclude Corrias. In servizio da settembre, assunti in corsa per cercare di ovviare alla carenza di personale divenuta cronica per via della diffusione del Covid, molti di loro (quattro mesi dopo) non hanno ancora incassato un centesimo. Un dettaglio preoccupante se si considera che, in questo caso, il datore di lavoro distratto è lo Stato.

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