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Verso il giudizio 45 antimilitaristi

Verso il giudizio 45 antimilitaristi

Il tribunale decide sulla sorveglianza speciale. La difesa: «La protesta, un diritto»

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CAGLIARI. Hanno partecipato a manifestazioni di protesta nel pieno rispetto dei diritti costituzionali, non hanno commesso alcuna violenza e nel loro passato non c’è traccia di attività che li qualifichi come persone pericolose: l’hanno sostenuto gli avvocati Albertina Zanda e Carlo Monaldi davanti al tribunale presieduto da Cristina Ornano in difesa di cinque giovani per i quali la Procura - ieri mattina rappresentata dal pm Andrea Vacca - ha proposto la misura della sorveglianza speciale con l’accusa di aver preso parte a un’associazione con finalità di terrorismo anarco-insurrezionalista la cui presunta attività andrà all’esame del giudice dell’udienza preliminare a partire dal prossimo 27 gennaio.

I cinque indagati - Roberto Bonadeo (33 anni) di Torino, Valentina Maoret (37) di Feltre, Marco Desogus (26) di Cagliari, Davide Serra (27) di Cagliari e Gianluca Berutti (40) di Cagliari - sono accusati i primi due di aver costituito e diretto l’organizzazione eversiva, gli altri tre di aver partecipato a manifestazioni antimilitariste come quella dell’11 giugno 2015 alla base aerea militare di Decimomannu, a Capo Frasca e a Quirra, e a cortei antimilitaristi come quello di Cagliari due anni più tardi che per la Procura sarebbero sfociati in danneggiamenti, imbrattamenti di veicoli e altre azioni illegali. Un’attività antagonista che per l’accusa configurerebbe l’esistenza di un’organizzazione di ispirazione anarchica che coinvolgerebbe - stando alle indagini - almeno 45 militanti tra Cagliari, Oristano, Nuoro, Olbia e Sassari, fra cui - con l’accusa di aver partecipato alla protesta di Decimomannu, alcuni militari feriti - l’ex brigatista algherese Giuliano Deroma. Per i difensori i cinque indagati per i quali è stata chiesta la sorveglianza sono in realtà persone incensurate, impegnate in attività politica ma lontanissime da progetti eversivi. Mentre gli avvocati Zanda e Monaldi parlavano, davanti al palazzo di giustizia si svolgeva un sit-in pacifico piuttosto affollato, organizzato da numerose associazioni antimilitariste a sostegno dei cinque attivisti. Il tribunale deciderà entro 90 giorni se accogliere la richiesta di sorveglianza speciale, ma il 27 gennaio i cinque giovani dovranno comparire con altre 40 persone davanti al gup Manuela Anzani, chiamato a decidere sul loro rinvio a giudizio con accuse riferite anche ad attività considerate terroristiche. (m.l)

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