I social network risorsa preziosa da maneggiare con cautela

Ormai i social network sono in grado di racchiudere dentro il proprio spazio svariate funzioni creando un vero e proprio mondo virtuale al quale gli utenti si affezionano e difficilmente riescono ad...

Ormai i social network sono in grado di racchiudere dentro il proprio spazio svariate funzioni creando un vero e proprio mondo virtuale al quale gli utenti si affezionano e difficilmente riescono ad uscirne, perché possono fare quello che vogliono e in un unico posto trovano ciò di cui hanno bisogno. Facebook per esempio è, oltre che una piattaforma dove poter pubblicare istanti della propria vita che si vogliono condividere con gli altri, un luogo per fare annunci, vendere, comprare, contattare persone lontane centinaia di chilometri, il tutto in uno schiocco di dita. Ma in primis, i social sono spazi quasi completamente liberi dove fare campagne di informazione su scala mondiale. Di conseguenza, sono strumenti potenti capaci di creare gruppi e mobilitare persone verso una causa. Nel nostro Paese vengono utilizzati da numerosi esponenti politici, come il premier Conte. Ma il primo a capire le potenzialità della galassia digitale è stato Renzi durante il suo mandato da presidente del Consiglio dei ministri: nel suo #matteorisponde, oggetto di forti critiche, l’ex presidente rispondeva alle domande delle persone in diretta. In questo modo, riusciva a stabilire un contatto diretto tra cittadini e istituzioni. Altri esempi sono le dirette fatte in periodo di pandemia dai maggiori produttori di hardware per lanciare i prodotti: sono riusciti ad avere posti “a sedere” illimitati raggiungendo una grande audience in tutto il mondo e, come conseguenza finale, una diffusione maggiore delle novità annunciate.

Ma se queste sono tutte lance a favore, ovviamente ci sono anche gli aspetti negativi: molte sono le truffe che circolano nei social network capaci di rubarti i soldi. Inoltre, di recente proprio il fondatore di Facebook e possessore di altre piattaforme digitali quali Instagram e WhatsApp, Mark Zuckerberg, è stato accusato di aver venduto i dati di molti suoi utenti senza il consenso a Cambridge Analytics. Oltre a ciò, condividere la propria vita con altre persone rendendola visibile a tutto il mondo, comporta la rinuncia volontaria alla propria privacy, aspetto poco considerato dagli utenti. Lì dentro siamo tutti prede che si cacciano a vicenda ma soprattutto siamo sotto le ali dei proprietari dei servizi che possono fare quello che vogliono con le nostre “persone digitali”. Di recente l’assalto al Capitol Hill negli Usa è la dimostrazione del fatto che le persone prendono alla lettera ciò che leggono, spesso travisandolo e mettendolo in pratica. Come se non bastasse, è difficile combattere la disinformazione e le fake news: chiunque può scrivere ciò che vuole su Internet e ottenere un alto livello di condivisioni tanto da far sembrare reale anche una corbelleria. I social sono piattaforme meravigliose ma ancora in via di sviluppo. Forse sono armi troppo potenti e città con molta libertà e, come ci insegna la storia, ciò porta all’anarchia.

* Andrea studia al liceo Europeo Canopoleno di Sassari

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