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Santa alleanza tra i consorzi agrari: nasce Cai

Santa alleanza tra i consorzi agrari: nasce Cai

Bonifiche Ferraresi socio di riferimento della nuova struttura, vantaggi di scala per i soci e gli utenti

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SASSARI. Da qualche giorno c’è una sigla nuova che fa sentire la sua voce nel mondo della campagne. E’ il Cai, Consorzi Agrari d’Italia, che si presenta con una campagna di advertising sui media italiani e con un progetto che punta ad integrare diversi servizi tradizionali e indispensabili per lo sviluppo della filiera agroindustriale nazionale. Cai ha più di un piede nell’isola grazie a Bonifiche Ferraresi, l’azionista di riferimento del nuovo consorzio del quale fanno parte anche i Consorzi agrari dell’Emilia, dell’Adriatico, del Tirreno e del Centro-sud e la Società Consortile Cai.

Bonifiche Ferraresi detiene la quota più rilevante di partecipazione in Cai, con il 36,79% e ha le idee chiare sugli obbiettivi da raggiungere. La nuova struttura, che sarà guidata da Gianluca Lelli, si propone di diventare il riferimento del paese per ripensare il settore dell’agroindustria e dell’agricoltura. «Una struttura unica – ha spiegato l’ad – con marcate e forti strategie di filiera, per garantire servizi più evoluti e prezzi equi. E per gli associati, accesso a nuovi mercati, integrazione verticale con attività ad alto valore aggiunto, tecnologie digitali e partnership per diffondere l’agricoltura di precisione».

Il Cai si candida a diventare anche protagonista nella raccolta e nello stoccaggio dei prodotti agricoli, con una forte radicazione territoriale per offrire servizi completi e tempestivi agli agricoltori e punta su un’organizzazione snella e libera dalle pastoie burocratiche che sia la più vicina possibile alle esigenze dei soci, dei clienti e dei fornitori.

«Punto di svolta dello sviluppo economico e sociale del territorio e dell’agricoltura di qualità – spiega ancora Lelli – sarà il ruolo che Cai vuole assumere fin da subito di hub per il collocamento delle grandi produzioni. Tale organizzazione permetterà di rendere competitive le imprese agricole, rafforzando le reti territoriali e implementando strategie di sviluppo a respiro nazionale».

Già oggi fanno parti del del Cai nomi pesanti nel mondo dell’agricoltura ma il progetto mira a coinvolgere altri consorzi agrari del territorio in tutta Italia. «Il ruolo dei consorzi – ha concluso il neo amministratore delegato – è la garanzia di esecuzione in coerenza con i valori di sempre, per soddisfare le esigenze di un’agricoltura che sta cambiando. Costruiamo una nuova storia a cui si dovranno unirsi nuove leve di sviluppo per essere più forti, più solidi, più moderni».

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