Giorno della Memoria: 250 i sardi deportati nei lager nazisti

Non c'è un elenco ufficiale ma gli studi di storici, come Aldo Borghesi, o di studenti, come gli allievi dell'istituto Panedda di Olbia

SASSARI. Le storie di Gavino, Zaira, Bartolomeo, Mario, Cosimo non sono inedite perché c'è chi ha tenuto viva la loro memoria. Ma con il venire meno - per ragioni anagrafiche - dei sopravvissuti alle deportazioni è però sempre più difficile avere testimonianze dirette di quell'orribile pagina della nostra storia. Ecco perché oggi acquista sempre più valore la Giornata della memoria. Per poter ricordare cosa è stato l'Olocausto. Un tributo che ha pagato anche la Sardegna. Dei 40mila deportati italiani circa 250 erano sardi.

La prima Pietra d'inciampo a Sassari: in piazza d'Italia per Zaira Coen Righi morta ad Auschwitz

Non esiste un elenco ufficiale dei sardi deportati. In questi anni sono fatti numerosi studi. Uno degli ultimi porta la firma degli studenti dell'istituto Panedda di Olbia, coordinati dalla professoressa Francesca Trivellin, figlia di Ennio, sopravvissuto ai lager. Ma prima di tutti l'argomento era stato sviscerato da Aldo Borghesi, docente di scuola superiore e direttore dell'Istituto per la storia dell'antifascismo e dell'età contemporanea nella Sardegna centrale. Dai suoi studi emerge che la provincia che ha pagato il maggiore tributo è stata quella di Sassari con 69 confinati nei campi di concentramento.

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