Continua la caccia ai Paperoni nascosti
di Simonetta Selloni
La Gdf di Nuoro spulcia conti e proprietà dei finti poveri assistiti dallo Stato
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NUORO. A7, A6, D10... Non sono le coordinate di una partita a scacchi ma alcune delle classificazioni immobiliari secondo il censimento catastale che tiene conto delle loro caratteristiche e finalità. Nel portafoglio del possidente residente in provincia di Nuoro risultato percettore di reddito di cittadinanza ma con sessanta tra immobili e terreni, c’erano queste indicazioni. Si tratta di uno dei “paperoni” con sussidio, uno dei 23 scoperti dalla Guardia di finanza di Nuoro nell’ambito degli accertamenti (in questa pagina i dati regionali). Così la categoria catastale A7 identifica la tipologia del villino, nonché del fabbricato di tipo civile e economico, A6 le abitazioni rurali e D10 i fabbricati rurali, ad esempio i capannoni. Il proprietario di un cospicuo patrimonio, tenuto accuratamente fuori dalle indicazioni reddituali e dall’Isee, è certamente un caso limite tra gli irregolari che hanno ottenuto il sostegno al reddito. Caso limite e non individuabile, se non per l’Inps, che ora chiederà la restituzione di quanto indebitamente percepito, e per l’autorità giudiziaria, al quale il “re” dei furbetti così come tutti, è stato denunciato per il reato di indebita percezione.
Nel sistema di controlli incrociati non era pensabile che rimanessero nascosti patrimoni così consistenti. O guadagni extra, che sono piovuti nelle tasche di alcuni come le vincite online. 148mila euro in un caso (a Nuoro), 30mila in un altro, poi vincite più basse.
Ora, questo sistema di nascondere i guadagni o le proprietà che avrebbero fatto schizzare l’Isee fuori dal perimetro dell’assistenza, avrà anche altre conseguenze. È immaginabile che la Guardia di finanza non si fermerà qui. Nel senso che, se le dichiarazioni dei redditi e l’Isee, evidenemente, non contengono le tracce di questi beni, è molto probabile che nei confronti del proprietario che non li ha denunciati scattino altri accertamenti.
Il punto vero è che aver pensato di usufruire di provvidenze a sostegno di chi è in terribile difficoltà è un qualcosa di incredibilmente grave. Come se non bastassero le difficoltà in cui si trovano molte persone, aggravate dalla pandemia, come se non fosse chiaro a tutti che l’indebita percezione di un sostegno danneggia chi ne avrebbe diritto ma magari non vi accede più, perché sono finiti i fondi. Andati nelle tasche di chi le aveva già piene, o comunque non avrebbe mai e poi mai avuto la possibilità del guadagno extra perché semplicemente non ne aveva diritto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel sistema di controlli incrociati non era pensabile che rimanessero nascosti patrimoni così consistenti. O guadagni extra, che sono piovuti nelle tasche di alcuni come le vincite online. 148mila euro in un caso (a Nuoro), 30mila in un altro, poi vincite più basse.
Ora, questo sistema di nascondere i guadagni o le proprietà che avrebbero fatto schizzare l’Isee fuori dal perimetro dell’assistenza, avrà anche altre conseguenze. È immaginabile che la Guardia di finanza non si fermerà qui. Nel senso che, se le dichiarazioni dei redditi e l’Isee, evidenemente, non contengono le tracce di questi beni, è molto probabile che nei confronti del proprietario che non li ha denunciati scattino altri accertamenti.
Il punto vero è che aver pensato di usufruire di provvidenze a sostegno di chi è in terribile difficoltà è un qualcosa di incredibilmente grave. Come se non bastassero le difficoltà in cui si trovano molte persone, aggravate dalla pandemia, come se non fosse chiaro a tutti che l’indebita percezione di un sostegno danneggia chi ne avrebbe diritto ma magari non vi accede più, perché sono finiti i fondi. Andati nelle tasche di chi le aveva già piene, o comunque non avrebbe mai e poi mai avuto la possibilità del guadagno extra perché semplicemente non ne aveva diritto.
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