La perfezione non esiste: non fidiamoci dei social

Cosa sono i social? E perché ad oggi sono diventati pericolosi? Molti di noi tendiamo a passarci molto tempo, a visualizzare i contenuti che vengono pubblicati, a commentare e spesso a creare dei...

Cosa sono i social? E perché ad oggi sono diventati pericolosi? Molti di noi tendiamo a passarci molto tempo, a visualizzare i contenuti che vengono pubblicati, a commentare e spesso a creare dei contenuti noi stessi.

Fino a quando ci si ferma a questo va tutto bene. Il problema nasce quando questi social vanno oltre, queste piattaforme tendono a mostrare tutto in modo perfetto e a idolatrare la perfezione che, come ben sappiamo, non esiste. Così diventano un mezzo per screditare coloro che sono “diversi” o che non hanno le caratteristiche considerate “giuste”. Questo capita soprattutto per quanto riguarda il fisico, maschile o femminile che sia.

Basta una foto sbagliata per ottenere subito una marea di critiche o di commenti dispregiativi. Ma alla fine chi definisce veramente cosa sia giusto o sbagliato?

Siamo noi stessi che ci circondiamo di idee espresse dai cosiddetti influencer o anche dalla moda e finiamo per credere che dobbiamo essere così.

Quante volte abbiamo sentito parlare di ragazzi che nascondono il loro modo di essere, cercando di cambiare solo per piacere agli altri? Ve lo dico io, tantissime, e questo non va affatto bene. Ci sarà pur una ragione per la quale siamo tutti diversi, allora perché cercare costantemente di diventare uguali?

Io ho un fratello che sta entrando nel bel mezzo dell’adolescenza e vedo come usa i social e come spesso si faccia influenzare soprattutto negli atteggiamenti. Per questa ragione sono dell’idea che i ragazzi dopo una certa età debbano avere la loro privacy, ma per quanto riguardo a Internet e tutti i social sono convinta che ci debba essere una giusta attenzione da parte dei genitori e anche una responsabilità che inizi proprio da noi.

Il mondo di internet è molto vasto e ci sono tantissimi contenuti sbagliati e pericolosi. Un esempio che posso fare, è una delle challenge presenti su tik tok, la blackout challenge, che nell’ultimo periodo ha causato molto scalpore: una bambina siciliana di 10 anni è morta per soffocamento e pare che stesse partecipando proprio a una di queste gare di resistenza. I proprietari del social si sono subito messi al lavoro per creare delle restrizioni ma è assurdo che dovesse morire una bambina per far sì che ciò accadesse. Vi prego, non usate i social se vi fate condizionare così tanto fino ad annullarvi o a mettervi in pericolo per ottenere delle visualizzazioni in più. Ci sono tanti altri modi per stare bene: certo oggi con la situazione sanitaria non ci possiamo permettere di riunirci come prima ma con le giuste precauzioni e accorgimenti possiamo trascorrere il tempo serenamente e divertendoci.

* Miriam frequenta l’Istituto Tecnico Deffenu di Olbia

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