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Si torna a scuola, i presidi sardi: il piano dei trasporti Arst non è sufficiente

Alessandro Pirina
Si torna a scuola, i presidi sardi: il piano dei trasporti Arst non è sufficiente

L’azienda ha previsto nuove corse per gli studenti ma solo fino al 28 febbraio. I dirigenti scolastici: non sono ancora stati risolti i problemi di un anno fa

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SASSARI. Lunedì risuona la campanella nelle scuole superiori dell’isola. Nei licei e negli istituti tecnici e professionali riprendono le lezioni in presenza, anche se all’inizio le aule potranno ospitare al massimo una quota tra il 50 e il 75 per cento degli alunni. Toccherà ai dirigenti fare le loro valutazioni in base alle necessità dei singoli istituti. Il via libera al ritorno in aula è stato possibile anche perché la Regione ha rafforzato il sistema del trasporto pubblico. L’Arst, insieme ai privati, ha messo su un piano speciale che prevede l’utilizzo di 254 mezzi extra. Un piano, però, a termine. L’assessorato, infatti, ha dato l’autorizzazione per i servizi aggiuntivi solo fino al 28 febbraio, perché le risorse sono sufficienti solo per un mese. In attesa della caccia ad altri fondi, però, sul piano trasporti della Regione si registra più di un malumore. Molti dirigenti scolastici hanno descritto una realtà diversa da quella annunciata dalla Regione. A Olbia a farsi portavoce di questo malumore è Gianluca Corda, dirigente dell’Istituto Amiscora. «La Regione in data 27 gennaio chiede agli uffici scolastici di sollecitare le scuole a inviare maggiori dati perché da lunedì si possa rientrare al 50 per cento. A 4 giorni dal rientro, peraltro con la raccomandazione di non arrivare al 75% in presenza, come invece previsto dal Dpcm, ancora non si è trovata una soluzione certa a un problema prevedibile da marzo scorso. Le scuole sarde sono pronte, anche grazie al lavoro degli uffici scolastici oltre che di tantissime persone nei vari istituti, ad accogliere finalmente i nostri ragazzi anche al 100 per cento. Lo sono dal 1 settembre. La Regione faccia la sua parte». Parole condivise da Nicoletta Puggioni, dirigente del Polo tecnico Devilla di Sassari. «È vergognoso sentir dire che in tutto questo tempo si sono trovate risorse per incrementare il numero degli autobus per un solo mese. I dati questa volta aspetteranno. Io non intendo più sprecare il mio tempo dietro incombenze burocratiche. Il mio lavoro è altro». «A oggi non esiste alcun credibile piano dei trasporti per garantire la frequenza della scuola ai nostri ragazzi», scrive Pino Tilocca, dirigente del liceo De Castro di Oristano.

Anche l’opposizione di centrosinistra va all’attacco della giunta regionale. «Mesi di discussioni, ordini del giorno approvati in Consiglio regionale con lo stanziamento di risorse, tavoli istituzionali nelle Prefetture, grandi annunci e pagine sui giornali. È inaccettabile la superficialità con cui la Regione sta affrontando la situazione della scuola – dice la consigliera regionale dei Progressisti, Laura Caddeo –. Da una parte, c'è la misura di quanto il presidente e la sua giunta considerino importante l'istruzione e la vita delle ragazze e dei ragazzi, evidentemente poco. Dall'altra c'è la misura, decisamente colma, dell'approssimazione con cui si tratta il mondo della scuola».

Intanto, l’Arst ha pubblicato sul sito l’elenco delle corse aggiuntive per gli studenti delle superiori dell’isola. La maggior parte riguardano la Città metropolitana di Cagliari, ma ne sono previste anche nel Sud Sardegna e in Gallura, in particolare per gli studenti diretti ad Arzachena da Sant’Antonio, Luogosanto e Palau.



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