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Schiaffo di Moderna C’è già un “buco” di oltre 300mila dosi

di Domenico Palesse
Schiaffo di Moderna C’è già un “buco” di oltre 300mila dosi

Boccia incontra le Regioni per rivedere il Piano vaccinale De Luca: «Con questi numeri, la campagna finirà nel 2022»

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ROMA . Il piano vaccinale in Italia sembra destinato inevitabilmente a rallentare. Almeno stando ai ritardi e ai tagli delle dosi in arrivo dalle case farmaceutiche che rischiano di far slittare la fine della campagna vaccinale, come ipotizzato dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Anche Moderna, così come fatto già da Pfizer e AstraZeneca, ha deciso infatti di tagliare del 20% le fiale, come annunciato dallo stesso commissario straordinario Domenico Arcuri che ha stimato in 300 mila le dosi in meno rispetto a quanto previsto. «Il nostro stupore, la nostra preoccupazione e il nostro sconforto aumentano - ha spiegato -, ormai quasi ogni giorno le previsioni subiscono una rettifica». Proprio per questo oggi il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, insieme con quello alla Salute, Roberto Speranza, incontrerà le regioni. Sul tavolo ci sarà l'adeguamento di un piano vaccini sempre più lontano dall'iniziale tabella di marcia. Ad oggi in Italia sono state somministrate oltre 1,7 milioni di dosi, circa il 74% del totale a disposizione, con circa 392 mila persone che hanno ricevuto anche il richiamo. In cima alle regioni più virtuose c'è la Campania con l'85% delle dosi somministrate. Ma il presidente De Luca avverte: «Se la quantità dei vaccini resta questa, la copertura vaccinale per la Campania non si concluderà nel 2021».
Ed è lo stesso Arcuri, duramente attaccato dallo stesso governatore, a manifestare l'irritazione di fronte a ritardi e rinvii. Alle «sacrosante domande» dei cittadini che chiedono quanto durerà la campagna vaccinale e quanti italiani riusciranno ad essere vaccinati, ha detto in conferenza stampa, «siamo costretti a dare ogni minuto una risposta diversa indipendentemente dalla nostra volontà e dal nostro operato, dagli sforzi nostri e delle regioni, di quelli dei medici e degli infermieri». In attesa dell'arrivo delle nuove fiale - per domani sono attese 66 mila dosi di Moderna - e dell'approvazione di nuovi vaccini - oggi l'Aifa esaminerà il dossier AstraZeneca -, l'Italia sta comunque pensando ad una «rete di ricerca e sviluppo» migliore per produrre vaccini e farmaci autoctoni. «Abbiamo capito sulla nostra pelle - ha spiegato Arcuri - che un vaccino non basta scoprirlo, serve anche produrlo. E che le componenti e le infrastrutture per farlo, sono almeno importanti tanto quanto la scienza e la conoscenza necessari a scoprirlo». Nel frattempo, è stato l'auspicio del commissario, «confidiamo che i ritardi finiscano e che cresca il numero dei produttori». «Il mercato - ha detto - funziona quando c'è non solo tanta domanda, ma anche tanta offerta». Sui ritardi delle consegne è intervenuto anche il viceministro Sileri, secondo il quale «quello della Pfizer è giustificato dall'aumento della produzione di vaccini» e sarà compensato nei mesi a venire.

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