Il Governo sta valutando se impugnare il Piano Casa
Il ministero dell’Ambiente ipotizza che la legge possa essere incostituzionale Il Psd’Az: «Norma legittima. Preconcetti del sottosegretario Morassut»
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CAGLIARI. Il Piano casa 2021-2023 sarebbe sempre più a rischio. Approvato a metà gennaio dal Consiglio regionale, con i soli voti della maggioranza di centrodestra, da almeno una settimana è finito sotto osservazione a Roma. Ad aprire l’istruttoria è stato di sicuro il ministero dell’ambiente, che – come confermato dal sottosegretario Roberto Morassut del Pd – sta valutando se «il Piano sia o meno incostituzionale». Per poi aggiungere: «Secondo me, lo è, anche se l’ultima parola spetterà agli esperti che si occupano di valutare le leggi regionali». È bastato questo annuncio, rilanciato dalle agenzie di stampa, a mettere subito in allarme il Psd’Az. Il capogruppo Franco Mula ha replicato: «È vergognoso che un sottosegretario nulla dichiari sul pericolo dello sbarco in Sardegna delle scorie nucleari, e ipotizzi invece dubbi di costituzionalità su una legge rigorosa e legittima».
Sotto esame. L’istruttoria – stando alle dichiarazioni del sottosegretario Morassut – è a buon punto e nei prossimi giorni si saprà se il Piano sarà o meno impugnato. Certo, la crisi di Governo potrebbe allungare i tempi della decisione, ma di solito i conflitti con le Regioni continuano ad avere una loro corsia preferenziale anche durate l’ordinaria amministrazione. Stando alle indiscrezioni, gli esperti del ministero starebbero verificando se, con il suo recente via libera ai bonus, la Regione abbia superato i confini delle competenze che le sono assegnate dalla Costituzione. Nel caso in cui la legge fosse impugnata, sarebbe la seconda volta per il Piano casa del centrodestra. A suo tempo, infatti, Palazzo Chigi si era messo di traverso anche per la proroga prima del sì definitivo. Morassut ha detto ancora: «Finora le leggi del governatore Solinas non hanno evitato alla Sardegna il rischio di nuovi sfregi».
La replica. A prendere posizione seduta state è stato il Psd’Az. «Il sottosegretario – scrive Mula – non ha nemmeno letto la legge, limitando come sempre la sua valutazione a un atteggiamento preconcetto e strumentale, indegno di un uomo di Governo». Se invece – prosegue – «avesse letto il testo, non vi avrebbe trovato alcun elemento di pericolo per l’ambiente e il paesaggio». Anzi «avrebbe constatato – secondo Mula – che il Piano è frutto del lavoro del Consiglio regionale Sardo, e non un atto monocratico del governatore, che dal canto suo è stato invece il promotore di correttivi in chiave restrittiva per non consentire alcun sfregio all’ambiente».
Sotto esame. L’istruttoria – stando alle dichiarazioni del sottosegretario Morassut – è a buon punto e nei prossimi giorni si saprà se il Piano sarà o meno impugnato. Certo, la crisi di Governo potrebbe allungare i tempi della decisione, ma di solito i conflitti con le Regioni continuano ad avere una loro corsia preferenziale anche durate l’ordinaria amministrazione. Stando alle indiscrezioni, gli esperti del ministero starebbero verificando se, con il suo recente via libera ai bonus, la Regione abbia superato i confini delle competenze che le sono assegnate dalla Costituzione. Nel caso in cui la legge fosse impugnata, sarebbe la seconda volta per il Piano casa del centrodestra. A suo tempo, infatti, Palazzo Chigi si era messo di traverso anche per la proroga prima del sì definitivo. Morassut ha detto ancora: «Finora le leggi del governatore Solinas non hanno evitato alla Sardegna il rischio di nuovi sfregi».
La replica. A prendere posizione seduta state è stato il Psd’Az. «Il sottosegretario – scrive Mula – non ha nemmeno letto la legge, limitando come sempre la sua valutazione a un atteggiamento preconcetto e strumentale, indegno di un uomo di Governo». Se invece – prosegue – «avesse letto il testo, non vi avrebbe trovato alcun elemento di pericolo per l’ambiente e il paesaggio». Anzi «avrebbe constatato – secondo Mula – che il Piano è frutto del lavoro del Consiglio regionale Sardo, e non un atto monocratico del governatore, che dal canto suo è stato invece il promotore di correttivi in chiave restrittiva per non consentire alcun sfregio all’ambiente».
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