La Nuova Sardegna

Il Tar dice no a Solinas L’isola resta arancione

di Umberto Aime
Il Tar dice no a Solinas L’isola resta arancione

I giudici: sono state applicate le regole, il ricorso è privo di fondamento Il governatore: rispetto la decisione ma fiero di avere difeso i sardi

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CAGLIARI. Niente da fare: fino a domenica la Sardegna rimarrà arancione e solo fra quattro giorni finiranno le due settimane consecutive in punizione. Il presidente del Tar Sardegna, Dante D’Alessio, ha risposto picche al ricorso della Regione e confermato, con un decreto, che i «parametri finora utilizzati dal ministero della sanità e dalla Cabina di regia nazionale sono stati applicati secondo le regole previste e quindi la contestazione sollevata è priva di fondamento».

La motivazione. Di conseguenza, è scritto in un altro passaggio del decreto, la Sardegna dal 2 gennaio al 7 febbraio è stata retrocessa dalla fascia gialla a quella arancione, perché nella settimana di monitoraggio (11-17 gennaio) erano «peggiorati quattro indicatori importanti». Quali? Per cominciare, la presenza di alcuni focolai e anche i troppi posti letto occupati in terapia intensiva, con un punto oltre la soglia del 30 per cento. Poi, ancora, l’incidenza del numero di casi accertati ogni 100mila abitanti, con oltre 78 positivi rispetto ai 50 previsti come limite massimo, e infine – si legge nel decreto – per una «mancata completa e veloce trasmissione dei dati da parte della Regione alla Cabina di regia, dati necessari per calcolare l’algoritmo dal cui esito, sempre automatico, alla fine discendono le prescrizioni assegnate ai singoli territori».

L’alto rischio. In più c’è anche quest’altro particolare. Se è vero che, nella stessa settimana 11-17 gennaio, l’indice di contagio, l’ormai quotidiano e familiare R con T, era allineato intorno allo 0,98 per cento, e quindi inferiore alla media di sicurezza, fino a ipotizzare una diffusione moderata, la «Sardegna – è scritto nel decreto – è stata classificata invece e comunque ad alto rischio proprio a causa dell’impatto avuto da quei quattro indicatori – sono quelli peggiorati – nella tabella di calcolo a monte della classificazione delle stesse Regioni in diverse fasce». Per tutti questi motivi, è la conclusione di D’Alessio, «il ricorso è respinto, in via d’urgenza, per i non sufficienti elementi di fondatezza presentati dal ricorrente». Però, com’è scritto nella ultime righe, «questo è stato un esame sommario», mentre «il 17 febbraio la causa verrà discussa nel merito», non più da un solo giudice ma dal collegio dei magistrati del Tar.

La sconfitta. Finita l’illusione e dopo aver letto le pagine del decreto, pubblicate in tarda mattina, il governatore Christian Solinas ha diffuso un comunicato dai toni aspri. «Rispetto questa decisione, come ogni altro pronunciamento della magistratura, ma sono certo che le ragioni della Sardegna fossero prevalenti sulle argomentazioni puramente tecniche e formali avanzate dal ministero della salute». Per aggiungere qualche riga dopo: «Come Regione, abbiamo condotto una battaglia difficile, ma sono orgoglioso di avere difeso gli interessi legittimi della Sardegna, che faremo emergere nella discussione di merito». Anche l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, s’è detto rammaricato per la sconfitta: «I nostri dati parlano chiaro, l'attuale scenario del quadro pandemico è compatibile con la zona gialla, se non, addirittura, con la fascia bianca, quella meno grave. Il buon senso avrebbe voluto che partisse dal ministero la volontà di rivedere le restrizioni, così non è stato e ancora non ne capiamo il motivo. È evidente che la Sardegna e i sardi sono rimasti vittime di un sistema contorto, quello dei colori, che ha messo a nudo tutte le sue lacune e infatti abbiamo chiesto sia corretto al più presto». Però c’è un aspetto che non va sottovaluto e infatti è sottolineato dal Tar nel decreto: «Le prescrizioni assegnate alle Regioni sono valide per due settimane consecutive e quindi, a questo punto, solo venerdì prossimo (dopodomani) potranno essere ricalcolate dalla Cabina di regia».

Atto d’accusa. Il decreto del Tar, invece, è stato commentato così da Emanuele Cani, segretario del Pd. «Non c’è certo soddisfazione per la conferma della Sardegna in fascia arancione, perché sappiamo bene quali saranno ancora gli effetti negativi sull’economia, ma non possiamo non sottolineare che questa decisione certifica l’ennesimo scivolone della Giunta regionali davanti alla pandemia. È arrivato quindi il momento, come sollecitiamo da tempo, che Solinas e i suoi assessori vadano d’ora in poi alla ricerca di concrete e immediate soluzioni ai problemi della gente anziché giocare a fare la guerra al Governo o a chi non è in sintonia con loro». Sempre sul fronte Pd, i deputati Romina Mura, Gavino Manca e Andrea Frailis hanno denunciato: «La retrocessione della Sardegna da gialla in arancione, come ribadito dal Tar, c’è stata perché sono stati inviati in ritardo dati sbagliati, e quindi il presidente Solinas, dopo aver perso la causa, deve ora ammettere di aver gestito male il monitoraggio. E la zona arancione è soprattutto una conseguenza di questo suo errore».

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