La Nuova Sardegna

udienza l’8 marzo 

Salta il concordato preventivo Sardegna Uno verso il fallimento

CAGLIARI. Sardegna tv srl, la società proprietaria della storica emittente televisiva regionale Sardegna Uno, è di nuovo sull’orlo del fallimento: andata avanti in regime di concordato preventivo dal...

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CAGLIARI. Sardegna tv srl, la società proprietaria della storica emittente televisiva regionale Sardegna Uno, è di nuovo sull’orlo del fallimento: andata avanti in regime di concordato preventivo dal 2016, l’azienda fondata nel 1985 dal medico e imprenditore Paolo Ragazzo e passata negli anni in diverse altre mani non ha adempiuto al saldo di un debito pari a circa un milione e mezzo con la El Towers, una società con sede a Lissone - partecipata per il 40% da Mediaset e assistita dallo studio legale Previti - che fornisce le postazioni dell’alta frequenza, quelle indispensabili per trasmettere il segnale televisivo nell’isola. Conseguenza: El Towers ha chiesto la risoluzione del concordato - l’impegno assunto davanti al tribunale fallimentare a saldare i debiti secondo un programma stabilito e approvato dal magistrato - e il giudice delegato Nicola Caschili ha trasmesso alla Procura gli atti del procedimento per le valutazioni di competenza. Al pm Daniele Caria non è rimasto che proporre il fallimento della società e all’udienza fissata per il prossimo 8 marzo gli avvocati Giuseppe Macciotta e Andrea Mannoni avranno facoltà di portare al giudice proposte per venire a capo dell’insolvenza e scongiurare il rischio, oggi molto concreto, di fallimento. Nelle quattro settimane da qui all’udienza potrebbero saltar fuori nuovi soci potenziali o potrebbe realizzarsi un’ipotesi di gestione in affitto, sulla quale sta lavorando un gruppo di collaboratori storici dell’emittente, che dopo la raffica di licenziamenti decisa nel 2014 dalla proprietà attuale - formata dall’ex operatore di ripresa Sandro Crisponi come socio di larga maggioranza e dal socio di minoranza Mario Tasca, che dirige la testata - ha oggi a libro paga undici persone, di cui tre giornalisti compreso il direttore. Uscito di scena sette anni fa l’imprenditore turistico Giorgio Mazzella, che era subentrato alla famiglia Ragazzo, Sardegna Tv è sopravvissuta fino ad oggi tra enormi difficoltà finanziarie legate in buona parte alla crisi economica e del mercato pubblicitario. Fermata la procedura fallimentare nel 2014 grazie al concordato preventivo omologato due anni più tardi e ridotti i costi all’essenziale, l’emittente ha continuato a produrre senza interruzioni per altri sei anni informazione quotidiana e programmi di qualità grazie all’impegno dei pochi dipendenti rimasti in azienda e a una qualificata scuderia di collaboratori, che ora rischiano di perdere il lavoro. (m.l)

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