Branco contro il clochard un pestaggio poi la morte
di Tiziana Simula
Arzachena, indagati 5 ragazzi: l’accusa è di lesioni. Ma la Procura di Tempio ha ordinato la riesumazione del cadavere di Abdellah “Filippo” Bequeawi
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ARZACHENA. Ad Arzachena, per tutti, era Filippo. Aveva scelto di vivere per strada benché Caritas e Comune gli avessero trovato un alloggio. Ma lui di avere una casa non ne voleva sapere. Due giorni prima di Natale, Filippo è morto. Che cosa abbia provocato la sua morte è ancora da accertare. Ma una cosa è sicura: Abdellah Beqeawi – questo il suo vero nome –, 54 anni, marocchino, è stato picchiato. Aggredito selvaggiamente dal branco. Da un gruppo di cinque ragazzini, quattro minorenni e uno appena maggiorenne, che si sono accaniti contro di lui. E come se ciò non bastasse, hanno immortalato con un video girato col cellulare quel momento. Ora quel filmato è nelle mani degli inquirenti così come tutti i loro cellulari, sequestrati dai carabinieri.
La Procura di Tempio ha già aperto un fascicolo sulla morte del clochard e i più giovani del branco sono stati segnalati al Tribunale dei minori di Sassari. Al momento si indaga per lesioni. Ma l’ipotesi di reato potrebbe aggravarsi. Perché quel video è stato girato una ventina di giorni prima della morte di Filippo. Gli inquirenti lavorano per accertare se sia stata provocata dalle conseguenze delle lesioni subite nel pestaggio. O se, addirittura, sia stato picchiato altre volte dopo quel video. Risposte che potrebbero arrivare dall’autopsia. Per questo, la Procura ha disposto la riesumazione del suo corpo.
Una storia che fa rabbrividire. Filippo era ben integrato ad Arzachena. Viveva lì da trent’anni. Tutti lo conoscevano. Aveva vissuto per anni nelle baracche dietro lo stadio. La Caritas, gli assistenti sociali del Comune, i volontari delle associazioni non gli facevano mancare il loro aiuto. Aveva anche una casa. Ma a un tetto sulla testa, lui, preferiva la strada. E da mesi la sua fissa dimora era diventata il parcheggio sotterraneo dell’Eurospin, il supermercato che si trova vicino alla caserma dei carabinieri. Lì aveva sistemato le sue coperte e le sue poche cose, lì portava e mangiava gli avanzi che recuperava dal supermercato e quello che tanti cittadini generosi gli donavano. È stato trovato morto. Lo era già da diverse ore quando è arrivata l’ambulanza. Quel parcheggio viene usato raramente, quasi tutti utilizzano l’area esterna. Per Abdellah Beqeawi non c’è più niente da fare, a stroncare la sua fragile vita sembra essere un infarto. Ma poco dopo la sua scomparsa, cominciano a girare delle voci, che diventano sempre più insistenti. Tanto da mettere in allarme i carabinieri. Si parla di un video che circola ad Arzachena. Un filmato fatto con un cellulare che riprende dei ragazzini che aggrediscono alle spalle il clochard. Gli danno calci alla schiena, lo buttano a terra. Lo picchiano senza un perché. È stato girato venti giorni prima della sua morte e a tenere in mano il telefonino è uno del branco. I carabinieri individuano i ragazzini. Bussano alla porta delle loro case, le perquisiscono. E sequestrano i cellulari: lì trovano il filmato. La Procura apre un fascicolo per lesioni. Ma l’inchiesta non è ancora finita.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La Procura di Tempio ha già aperto un fascicolo sulla morte del clochard e i più giovani del branco sono stati segnalati al Tribunale dei minori di Sassari. Al momento si indaga per lesioni. Ma l’ipotesi di reato potrebbe aggravarsi. Perché quel video è stato girato una ventina di giorni prima della morte di Filippo. Gli inquirenti lavorano per accertare se sia stata provocata dalle conseguenze delle lesioni subite nel pestaggio. O se, addirittura, sia stato picchiato altre volte dopo quel video. Risposte che potrebbero arrivare dall’autopsia. Per questo, la Procura ha disposto la riesumazione del suo corpo.
Una storia che fa rabbrividire. Filippo era ben integrato ad Arzachena. Viveva lì da trent’anni. Tutti lo conoscevano. Aveva vissuto per anni nelle baracche dietro lo stadio. La Caritas, gli assistenti sociali del Comune, i volontari delle associazioni non gli facevano mancare il loro aiuto. Aveva anche una casa. Ma a un tetto sulla testa, lui, preferiva la strada. E da mesi la sua fissa dimora era diventata il parcheggio sotterraneo dell’Eurospin, il supermercato che si trova vicino alla caserma dei carabinieri. Lì aveva sistemato le sue coperte e le sue poche cose, lì portava e mangiava gli avanzi che recuperava dal supermercato e quello che tanti cittadini generosi gli donavano. È stato trovato morto. Lo era già da diverse ore quando è arrivata l’ambulanza. Quel parcheggio viene usato raramente, quasi tutti utilizzano l’area esterna. Per Abdellah Beqeawi non c’è più niente da fare, a stroncare la sua fragile vita sembra essere un infarto. Ma poco dopo la sua scomparsa, cominciano a girare delle voci, che diventano sempre più insistenti. Tanto da mettere in allarme i carabinieri. Si parla di un video che circola ad Arzachena. Un filmato fatto con un cellulare che riprende dei ragazzini che aggrediscono alle spalle il clochard. Gli danno calci alla schiena, lo buttano a terra. Lo picchiano senza un perché. È stato girato venti giorni prima della sua morte e a tenere in mano il telefonino è uno del branco. I carabinieri individuano i ragazzini. Bussano alla porta delle loro case, le perquisiscono. E sequestrano i cellulari: lì trovano il filmato. La Procura apre un fascicolo per lesioni. Ma l’inchiesta non è ancora finita.
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