Bando per anziani e disabili, tre milioni finiti in 38 secondi
Adesione massiccia alla gara a sportello ma in migliaia restano a bocca asciutta. Olbia, l’assessora Lai: «Sono indignata: sistema sbagliato per situazioni difficili»
OLBIA. Più che per bimbi autistici, disabili e anziani in difficoltà ai quali distribuire aiuti per pagarsi qualche ora di assistenza in più, sembra roba per Superman e affini. Perché solo supereroi con poteri speciali possono essere in grado di prosciugare tre milioni euro - tanti ne ha messi a disposizione la Regione con il bando “Sine limes”- in 38 secondi dal via all’invio delle domande.
È successo venerdì 5 febbraio, nel “click day” che almeno a Olbia (ma nel resto dell’isola è stato più o meno lo stesso) è finito in meno di un minuto. Quando sullo schermo dei pc degli operatori dell’Informacittà, il servizio comunale mobilitato per aiutare le famiglie nell’operazione, è comparsa la scritta raggelante: «Non è più possibile inviare domande per esaurimento budget». Un altro un minuto di tentativi ed è stato chiaro: partita finita ancora prima di cominciare. Lo testimonia uno screenshot, fatto alle ore 9.02, della pagina di Sardegnalavoro dove andavano inserite le richieste.
«Delle 31 domande predisposte a Olbia attraverso il servizio Informacittà e l’associazione Anteas, solo una è stata accettata. Sono indignata», dice Simonetta Lai, l’assessora ai Servizi sociali dell’amministrazione Nizzi. E se la parola indignazione la usa lei, che è una donna dolce e misurata, vuol dire che la ferita è seria. Le proteste che arrivano dalle famiglie di disabili e anziani di tutta la Sardegna, del resto, fanno capire che il caso Olbia non è il solo.
“Sine limes”, senza limiti: l’espressione latina scelta come titolo del bando, visto come è andata, appare irridente.
L’avviso “per la concessione di buoni servizio a favore di persone con limitazione all’autonomia” è stato predisposto dall’assessorato regionale a Igiene, Sanità e Assistenza sociale. Tre milioni di euro del POR FSE Sardegna 2014-2020, asse "Inclusione sociale e lotta alla povertà", destinati alle persone più deboli, le cui condizioni si sono aggravate con l’emergenza Covid. Rimborsi da 3 a 6mila euro per servizi di assistenza domiciliare e di aiuto alla persona, servizi di cura, assistenza sanitaria e socio-sanitaria. Soldi destinati ai deboli, appunto, non così la procedura telematica per la presentazione delle richieste sul Sil, il Sistema informativo del lavoro della Regione.
«Era molto complessa – spiega Simonetta Lai –, difficile da completare per famiglie in difficoltà, che spesso non hanno neppure i mezzi necessari, computer ecc., per accedervi. Come poteva farlo un anziano o un disabile? Per questo, abbiamo chiesto l’impegno dell’Informacittà e dell’associazione Anteas».
Sono state necessarie ore di lavoro per inserire nella piattaforma telematica i dati richiesti a ciascun richiedente. Domande in bozza da richiamare e “sparare” sulla rete all’apertura del click day. L’operazione è scattata alle 9 in punto di venerdì ed è finita in un lampo. Facile immaginare che in tutta l’isola ci fossero migliaia di persone pronte a pigiare sulla tastiera del pc, una lotteria nella quale velocità, fortuna e chissà che altro hanno contato più dell’entità del bisogno. Una lotteria, di 38 secondi, vinta da 500 a mille persone – i primi click rilevati dai server del Sil – che nei prossimi mesi potranno avere il rimborso delle spese.
Simonetta Lai commenta con amarezza. «Faccio due considerazioni – dice –: se tre milioni di euro spariscono in un lampo vuol dire che la situazione di anziani e disabili è molto grave. La seconda è che la Regione dovrebbe spiegare in quali aree dell’isola sono stati distribuiti i soldi. Non perché vogliamo sollevare dubbi, ma per capire se questo sistema funziona e può essere utilizzato in situazioni così difficili per le persone». Che, come beffa supplementare, ci hanno rimesso anche i 16 euro della marca da bollo.
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