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«I nuraghi ci salveranno dalle scorie»

«I nuraghi ci salveranno dalle scorie»

Il comitato che dice no al deposito radioattivo: «I siti Unesco saranno esclusi»

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SASSARI. Il patrimonio culturale, archeologico e architettonico salverà l’isola dal rischio di avere sul proprio territorio il deposito nazionale delle scorie radioattive? L’ipotesi è concreta e viene cavalcata dal Comitato No scorie: «È urgente essere patrimonio Unesco - si legge in una nota del Comitato -, perché il criterio di esclusione CA11 previsto dalla Sogin porterebbe la Sardegna intera ad essere esclusa dai siti possibili per il Deposito unico».

Ecco perché il comitato invita tutti i Comuni sardi a mobilitarsi. «La relazione Sogin così recita “Nel caso specifico del CA11, a questo livello di analisi è stato possibile operare l’esclusione dei siti italiani Unesco (Whs World Heritage Sites). Si tratta di siti inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale per le loro caratteristiche che li rendono il miglior esempio possibile del patrimonio culturale e naturale di tutto il mondo e che costituiscono un patrimonio alla cui salvaguardia l’intera comunità internazionale è tenuta a partecipare».

Il comitato «invita i comuni, che non l’hanno ancora fatto, a deliberare per il sostegno alla candidatura della Sardegna per l’iscrizione del suo paesaggio culturale, e in particolare dei suoi monumenti nuragici, nella lista del Patrimonio universale dell’Umanità dell’Unesco».

Ai comuni che hanno già deliberato, il comitato chiede «l’adozione di una importante integrazione» che faccia esplicito riferimento al fatto che una classificazione dei siti nuragici come patrimonio dell’Unesco metterebbe l’isola al riparo dall’ipotesi di diventare sede del deposito di scorie radioattive.

E contro questa ipotesi si schiera anche l’assemblea regionale di Confartigianato Imprese Sardegna che dice «no a qualunque ipotesi» di ubicazione nell'Isola del deposito. «Qui si lavora da anni sul potenziamento delle caratteristiche ambientali e imprenditoriali - dicono Antonio Matzutzi e Daniele Serra, presidente e segretario di Confartigianato Sardegna -. Gli artigiani dicono no a prescindere e si attiveranno perché la loro terra non venga violata ancora una volta».

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