Click day per disabili e non autosufficienti: avvilente riffa della Regione
I fondi destinati a categorie svantaggiate distribuiti con un bando a sportello. L'assessore Nieddu dice che non c'erano alternative: ma la politica deve fare proprio questo, trovare soluzioni
Gli assessori competenti, compreso il nostro Nieddu, restano “basiti” rispetto al numero di domande da cui sono stati sommersi. E questo può significare solo due cose: la prima potrebbe essere che mentre lavorano part-time sulla terra, vivono su Marte; la seconda è che con assoluta certezza chi è talmente efficiente da partecipare a un bando/lotteria siffatto non è una fascia protetta che si possa controllare. Insomma questo è un bando per parenti informatizzati, e insonni, di anziani, o per disabili robotizzati.
Nel Medioevo qualcosa di simile accadeva quando i maggiorenti delle cittadine o dei contadi accumulavano il popolino davanti ai sagrati delle chiese e lanciavano monete tra la folla informe. Anche i quei casi solo i più efficienti degli inefficienti si buttavano sulle preziose monete a danno di anziani, ipovedenti, tetraplegici, e così via. Avevano la giustificazione storica di vivere nel Medioevo, di non concepire l’idea che uno Stato di diritto si debba occupare innanzitutto di difendere le fasce deboli. Non esisteva l’idea di Stato e aveva un senso. Oggi no. Non ha senso.
È semplicemente inaccettabile. Pensare a un sistema siffatto per “persone ad autonomia non sufficiente” è semplicemente paradossale. Il nostro valente assessore promette di trovare nuove risorse per tutti quelli che sono rimasti fuori da qualunque contributo.
Ebbene, assessore Nieddu, mi pregio di informarLa che, con buona probabilità, e in buona percentuale, quelli che sono rimasti fuori sono esattamente quelli che Lei e il suo staff avreste dovuto individuare e sostenere. Lei ha affermato che “non c’erano alternative”, ma, ancora una volta, ignora o finge di ignorare, che il suo compito consiste proprio nel fornire alternative a chi davvero non ne ha. E, soprattutto, ignora che ci sono dei suoi colleghi, in altre regioni, che si sono mossi diversamente.
Quella stessa coscienza che la spinge a promettere nuovi fondi da assegnare con un criterio che non sia a sportello, non poteva spingerla ad evitare questo sistema inqualificabile? Ai posteri, ai futuri elettori, l’ardua risposta.
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