cos’è
L’elemento che alimenta le stelle
Tutti i colori che classificano la produzione: dal nero al verde
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SASSARI. Di quanti colori è l’idrogeno? Almeno cinque: nero, grigio, blu, viola e verde. Colori convenzionali scelti per etichettare il tipo di procedimento che ha portato alla produzione dell’idrogeno.
Questo elemento, infatti, non si trova libero in natura a causa di una sua particolarità: non riesce a stare da solo. Se non lo si tiene sotto controllo ha la tendenza a unirsi con altri elementi: con l’ossigeno, con il carbonio. Nel primo caso forma l’acqua, nel secondo vari tipi di idrocarburi. Per averlo in forma singola bisogna quindi staccarlo dagli altri elementi e per fare questo occorre dell’energia. Ecco quindi i vari tipi di classificazione. A Sarroch l’impianto di Saras e Enel produrrà idrogeno verde: per ottenerlo, attraverso il processo che si chiama elettrolisi, verrà usata energia rinnovabile.
C’è anche l’idrogeno nero, che si ottiene utilizzando energia elettrica prodotta da centrali a carbone o petrolio. C’è l’idrogeno grigio (oltre il 90% di quello prodotto attualmente è idrogeno grigio) che può essere lo scarto produttivo di una reazione chimica, oppure può essere estratto dal metano o da altri idrocarburi.
Ma estrarre l’idrogeno dagli idrocarburi pone anche un altro problema: lo “scarto” a quel punto è l’anidride carbonica e così siamo punto e a capo. A meno che, come avviene per l’idrogeno blu, quell’anidride carbonica non venga catturata e immagazzinata.
Infine c’è l’idrogeno viola: per produrlo non ci sono emissioni in atmosfera perché il processo è alimentato con energia nucleare.
In realtà l’idrogeno, il combustibile che alimenta le stelle, è incolore e quindi non ne vedrete mai né di verde, di blu o di nessuna altra tonalità.
Questo elemento, infatti, non si trova libero in natura a causa di una sua particolarità: non riesce a stare da solo. Se non lo si tiene sotto controllo ha la tendenza a unirsi con altri elementi: con l’ossigeno, con il carbonio. Nel primo caso forma l’acqua, nel secondo vari tipi di idrocarburi. Per averlo in forma singola bisogna quindi staccarlo dagli altri elementi e per fare questo occorre dell’energia. Ecco quindi i vari tipi di classificazione. A Sarroch l’impianto di Saras e Enel produrrà idrogeno verde: per ottenerlo, attraverso il processo che si chiama elettrolisi, verrà usata energia rinnovabile.
C’è anche l’idrogeno nero, che si ottiene utilizzando energia elettrica prodotta da centrali a carbone o petrolio. C’è l’idrogeno grigio (oltre il 90% di quello prodotto attualmente è idrogeno grigio) che può essere lo scarto produttivo di una reazione chimica, oppure può essere estratto dal metano o da altri idrocarburi.
Ma estrarre l’idrogeno dagli idrocarburi pone anche un altro problema: lo “scarto” a quel punto è l’anidride carbonica e così siamo punto e a capo. A meno che, come avviene per l’idrogeno blu, quell’anidride carbonica non venga catturata e immagazzinata.
Infine c’è l’idrogeno viola: per produrlo non ci sono emissioni in atmosfera perché il processo è alimentato con energia nucleare.
In realtà l’idrogeno, il combustibile che alimenta le stelle, è incolore e quindi non ne vedrete mai né di verde, di blu o di nessuna altra tonalità.
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