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Passaporto sanitario, appello a Draghi

Passaporto sanitario, appello a Draghi

Il presidente Solinas rilancia: «La pandemia è in fase calante: l’esecutivo ci aiuti a garantire salute e benessere»

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CAGLIARI. Mentre il Paese è alle prese con l’incubo varianti, con tutti i principali virologi ed esperti che fanno presagire un imminente nuovo lockdown, la Sardegna, forte in questo momento di numeri bassi, si proietta già all’estate. E il presidente Christian Solinas rilancia l’idea di un’isola Covid free e ripropone con forza l’ipotesi di passaporto sanitario per chi viene in Sardegna. Una tesi che lo scorso anno portò la Regione a scontrarsi duramente con il governo, e in particolare con l’allora ministro Boccia, perché ritenuta anticostituzionale. E forse, proprio per evitare una nuova guerra tra Cagliari e Roma il governatore gioca d’anticipo e si appella al nuovo esecutivo a guida Mario Draghi, forte anche delle affinità politiche con i ministri al Turismo, il leghista Massimo Garavaglia, e agli Affari regionali, la forzista Maria Stella Gelmini.

«Dopo alcuni mesi dalla seconda ondata la Sardegna sta spegnendo nuovamente i focolai della pandemia ma abbiamo bisogno di controllare gli accessi per evitare che ci sia una nuova ondata: spero che il nuovo governo, in quest'occasione, sia al fianco della Sardegna e dei sardi per garantirci salute e benessere». Con queste parole affidate a un video Solinas rilancia l'idea di passaporto sanitario - ovvero un certificato di negatività o di vaccinazione - in vista della stagione estiva nell'isola, facendo appello all'esecutivo Draghi. «I fatti ci stanno dando ragione – dice ancora Solinas –. Quella che è stata tacciata per essere un'idea bislacca del presidente della Regione Sardegna è diventata una linea di tendenza internazionale e numerosi Stati, della Nuova Zelanda, alla Grecia fino alle Canarie hanno applicato l'idea del passaporto sanitario».

Insomma, Solinas non arretra dalla sua linea. Per lui il passaporto sanitario per chi arriva è l’unico strumento che potrà permettere alla Sardegna di fare ripartire il turismo e di garantire la sicurezza dei cittadini. Ma la sua posizione ha già trovato l’opposizione degli albergatori. Il presidente di Federalberghi, Paolo Manca, chiede regole uguali per tutti. «Non vorrei la Sardegna fosse l’unica regione ad avere controlli agli ingressi», ha detto, consapevole che in tal modo molti turisti - per evitare di dovere fare tamponi a proprie spese o impossibilitati a fare il vaccino perché il loro turno non potrà essere che dopo l’estate - potrebbero emigrare verso altri lidi. Senza contare il rischio che possa passare un messaggio distorto come quello passato la scorsa estate, ovvero che la Sardegna non vuole turisti. Quel che è certo è che da subito governo e Regione - o meglio tutte le regioni - dovranno mettersi al lavoro per fare in modo che non si ripeta il disastro dello scorso agosto, quando insieme all’economia è ripartita anche la pandemia. Con la Sardegna, suo malgrado, che - ingiustamente - nell’immaginario collettivo è passata in pochi giorni da paradiso (quasi) covid free a focolaio da cui ha preso il via la seconda ondata. (al.pi.)

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