Contagi oltre quota 100 e ci sono altre 9 vittime
La proporzione tra nuovi casi e numero di tamponi è risalita al 4 per cento In aumento i ricoveri in terapia intensiva. Guarite in un giorno 261 persone
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SASSARI. Questa contabilità di vite interrotte sembra non avere fine: anche ieri nove sardi, nove nostri conterranei, sono morti a causa del Covid. Appena pochi giorni fa parlavamo di un’isola che aveva varcato la soglia delle mille vittime. Ora siamo già a quota 1.088. Solo ieri altri 9 decessi di cui l’Unità di crisi regionale non comunica più né l’età né il luogo di provenienza. Numeri che però hanno dietro storie e affetti.
Dopo giorni di cifre in picchiata, ieri il numero di contagi, anche se di poco, ha ripreso a salire, ritornando sopra quota 100. I nuovi casi nelle ultime 24 ore sono stati infatti 109, rintracciati grazie a 2.659 test. Ora il numero totale di contagiati nell’isola dall’inizio della pandemia è salito a 40.438. Il rapporto casi positivi-tamponi eseguiti è risalito al 4 per cento, ma nei giorni scorsi era sceso sotto l’1 anche per via del gran numero di test eseguiti nello screening nel Nuorese.
Calano ancora i ricoveri nei reparti non intensivi: ora sono 302, nove in meno rispetto al giorno prima. Sono aumentati invece di 5 (29 in totale) quelli in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 13.327. I guariti sono complessivamente 25.462 (+261), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono 230.
Sul territorio, dei 40.438 casi positivi complessivamente accertati, 9.480 (+23) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.478 (+15) nel Sud Sardegna, 3.434 (+6) a Oristano, 8.087 (+47) a Nuoro, 12.959 (+18) a Sassari.
Intanto, da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Microbiology, nato dalla collaborazione tra l'Università di Cagliari e il Laboratorio Covid dell'Ospedale San Francesco di Nuoro, condotto principalmente da Giovanna Piras (dirigente biologo dell'Ospedale San Francesco a Nuoro) e Nicole Grandi (ricercatrice al Dipartimento di Scienze della Vita e dell'ambiente dell'ateneo cagliaritano) e coordinato da Enzo Tramontano (docente di microbiologia e virologia all'Università di Cagliari) emerge che all'inizio del 2020 in Sardegna non si è avuto un solo «paziente zero», ma una serie di «pazienti zero». Che, in molti casi, hanno «importato» il virus nell'isola appena rientrati dal Nord Italia o dal resto dell'Europa. In particolare, nelle primissime fasi della epidemia, diversi «pazienti zero» hanno contratto l'infezione partecipando a convegni. Questi convegni hanno coinvolto personale sanitario, favorendo così la diffusione dell'epidemia negli ospedali.
Nonostante l'isolamento geografico e il tempestivo blocco degli spostamenti, la ricerca evidenzia una significativa diversità genomica, inaspettata in base al basso numero di casi inizialmente presenti in Sardegna. In particolare, emerge come la variante D164G della proteina spike, che ha una aumentata infettività ed è poi diventata dominante in Italia e nel mondo, fosse circolante nel territorio insulare fin dalle prime settimane della pandemia.
Dopo giorni di cifre in picchiata, ieri il numero di contagi, anche se di poco, ha ripreso a salire, ritornando sopra quota 100. I nuovi casi nelle ultime 24 ore sono stati infatti 109, rintracciati grazie a 2.659 test. Ora il numero totale di contagiati nell’isola dall’inizio della pandemia è salito a 40.438. Il rapporto casi positivi-tamponi eseguiti è risalito al 4 per cento, ma nei giorni scorsi era sceso sotto l’1 anche per via del gran numero di test eseguiti nello screening nel Nuorese.
Calano ancora i ricoveri nei reparti non intensivi: ora sono 302, nove in meno rispetto al giorno prima. Sono aumentati invece di 5 (29 in totale) quelli in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 13.327. I guariti sono complessivamente 25.462 (+261), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono 230.
Sul territorio, dei 40.438 casi positivi complessivamente accertati, 9.480 (+23) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.478 (+15) nel Sud Sardegna, 3.434 (+6) a Oristano, 8.087 (+47) a Nuoro, 12.959 (+18) a Sassari.
Intanto, da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Microbiology, nato dalla collaborazione tra l'Università di Cagliari e il Laboratorio Covid dell'Ospedale San Francesco di Nuoro, condotto principalmente da Giovanna Piras (dirigente biologo dell'Ospedale San Francesco a Nuoro) e Nicole Grandi (ricercatrice al Dipartimento di Scienze della Vita e dell'ambiente dell'ateneo cagliaritano) e coordinato da Enzo Tramontano (docente di microbiologia e virologia all'Università di Cagliari) emerge che all'inizio del 2020 in Sardegna non si è avuto un solo «paziente zero», ma una serie di «pazienti zero». Che, in molti casi, hanno «importato» il virus nell'isola appena rientrati dal Nord Italia o dal resto dell'Europa. In particolare, nelle primissime fasi della epidemia, diversi «pazienti zero» hanno contratto l'infezione partecipando a convegni. Questi convegni hanno coinvolto personale sanitario, favorendo così la diffusione dell'epidemia negli ospedali.
Nonostante l'isolamento geografico e il tempestivo blocco degli spostamenti, la ricerca evidenzia una significativa diversità genomica, inaspettata in base al basso numero di casi inizialmente presenti in Sardegna. In particolare, emerge come la variante D164G della proteina spike, che ha una aumentata infettività ed è poi diventata dominante in Italia e nel mondo, fosse circolante nel territorio insulare fin dalle prime settimane della pandemia.
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