Le lezioni online tra caffè, pigiama e genitori invadenti
di Eleonora Gemmano*
Sentire parlare della scuola online e del suo futuro è ormai all'ordine del giorno da circa un anno. La didattica a distanza è stata e resta una misura di emergenza e va affrontata come tale. È una...
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Sentire parlare della scuola online e del suo futuro è ormai all'ordine del giorno da circa un anno. La didattica a distanza è stata e resta una misura di emergenza e va affrontata come tale. È una sfida posta agli insegnanti e agli alunni che va superata con umanità, pazienza, dedizione e professionalità. Ma di quanta professionalità stiamo parlando? È ben più che consolidato il concetto di didattica a distanza, che implica scuole chiuse, smart-working e videolezioni. Ma la Dad è molto altro: è un qualcosa che supera di gran lungo le nostre aspettative ed è espressione della nostra massima originalità. Didattica a distanza vuol dire seguire le lezioni in vestaglia con una tazzina di caffè in mano, in attesa che finisca la lavatrice. Significa disordine, perché quante volte capita di non pulire la propria camera in tempo, visto l'orario d'inizio delle lezioni? Del resto, chi mai si sveglierebbe prima per riordinare, con un'occasione del genere. O al contrario, vi è chi ha talmente tanta fame di lucentezza, che i genitori sono armati di scopa e aspirapolvere dalle 8 del mattino. Da quando c'è la didattica online, camminare per casa è un rischio, specie in presenza di fratelli o sorelle: un po' come quando in presenza si entra nell'aula sbagliata. La Dad implica prove audio e video, spesso fallite per via di collegamenti improbabili o di intrusioni rumorose dei propri genitori. Per non parlare di quando si fa lezione al di fuori della propria camera da letto, come in cucina o in salotto, che diventanouna pista da corsa per tutte le mamme e i papà che non vogliono farsi notare da compagni e professori, o una passerella per chi invece se la prende con più calma, generando imbarazzo generale. Didattica a distanza significa anche farsi riconoscere dai vicini: non possono mancare le urla degli insegnanti più irascibili, così come le risposte degli alunni. Ovviamente anche in questo caso i genitori sono lì, dietro la porta ad origliare ogni battuta, risposta o frase di pessimo gusto. La cosa più divertente? Dover chiedere il permesso per andare in bagno, a casa propria, con la probabilità di ricevere un no come risposta o un "ma pensi di essere a casa tua per poter fare come più ti piace?". Naturalmente le risate scappano da parte degli alunni, e non è una vera lezione se almeno due o tre studenti non chiedono al proprio professore di andare in bagno. Ma come si può definire normalità tutto ciò? E quando verrà accettato in maniera definitiva che c'è una gran bella differenza tra dad e presenza, che non consiste solo nel metodo di insegnamento e di apprendimento?
*Eleonora frequenta il Liceo Classico Manno di Alghero
*Eleonora frequenta il Liceo Classico Manno di Alghero
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