In Gallura e Ogliastra bovini senza la Tbc ma devono fare il test
Coldiretti: per la movimentazione le ex Province autonome ora devono seguire le restrizioni imposte a Sassari e Nuoro
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SASSARI. Sono indenni dalla tubercolosi dei bovini, ma i capi allevati nelle ex province della Gallura e dell'Ogliastra per essere movimentati dovranno essere sottoposti al test antitubercolina e all'identificazione elettronica. A lanciare l’allarme è Coldiretti Nord Sardegna che sottolinea come la nuova disposizione abbia messo in fibrillazione gli allevatori che, in piena era Covid, ora potrebbero vedere messi in discussione gli accordi commerciali di vendita dei bovini a causa dell’obbligo di effettuare i test 72 ore prima della movimentazione, oltre all'identificazione elettronica degli animali attraverso il bolo entro sei mesi. A stare peggio di tutti gli allevatori ogliastrini, dato che questa incombenza va a sommarsi all'esame Pcr per la blue tongue. Accade perché Gallura e Ogliastra non sono più province autonome e devono quindi rispettare le norme degli enti di cui ora fanno parte, le province di Sassari e Nuoro, che invece non sono indenni da Tbc bovina.
Per il direttore di Coldiretti Nord Sardegna, Ermanno Mazzetti, se è da apprezzare «il congruo lasso di tempo concesso per ottemperare alla identificazione elettronica, l'immediata applicazione delle norme sulla movimentazione genera, come testimoniano le tante segnalazioni degli allevatori, disagi enormi». «Considerato – dice il presidente Battista Cualbu – che è prossima alla discussione la nuova legge sulle autonomie locali, in cui è previsto un nuovo ridisegno dei confini provinciali, chiediamo di valutare la concessione di un periodo transitorio prima della applicazione delle norme sulla movimentazione». Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Dario Giagoni, evidenzia che «la tubercolina per la movimentazione, sino allo scorso anno considerata fuori dai livelli essenziali di assistenza e quindi a carico dell’allevatore, da quest’anno è di nuovo Lea e a carico del sistema pubblico».
Blue tongue. E sulla questione Lingua blu, con l’obbligo di analisi Pcr esteso sino ai confini della provincia di Sassari dopo 8 mesi di libera circolazione, Giagoni chiarisce: «La situazione è precipitata a seguito del rinvenimento di un capo positivo nel territorio di Serramanna, partito da un’azienda del basso Sulcis (l’unica ancora sottoposta a vincolo), inizialmente considerato come nuovo focolaio, fatto che ha spinto l’assessorato della sanità a estendere, temporaneamente, il blocco». Accertato che si trattava di focolaio di importazione «si è concordato che saranno ritenute infette solo le aree di Oristano, Sanluri, Carbonia e Cagliari; libere, invece Nuoro, Ogliastra, Sassari e Gallura.
Peste suina. Si è intanto dimesso nuovamente il direttore dell’Unità di progetto per l’eradicazione, Alessandro De Martini, che si era già fatto da parte a giugno per poi accettare la conferma a settembre. La deputata Mara Lapia spiega che «anziché dare spazio all'Udp che aveva le competenze per interloquire con la Commissione Ue (che sta per decidere sulla fine dell’embargo per le carni suine sarda, attesa per marzo, ndc) si è preferito far dialogare i dirigenti del servizio dell'assessorato della sanità in contatto con il ministero. Cosa che ha generato una sovrapposizione di ruoli e competenze e una catena di fraintendimenti, portando alle dimissioni di De Martini». (a.palmas)
Per il direttore di Coldiretti Nord Sardegna, Ermanno Mazzetti, se è da apprezzare «il congruo lasso di tempo concesso per ottemperare alla identificazione elettronica, l'immediata applicazione delle norme sulla movimentazione genera, come testimoniano le tante segnalazioni degli allevatori, disagi enormi». «Considerato – dice il presidente Battista Cualbu – che è prossima alla discussione la nuova legge sulle autonomie locali, in cui è previsto un nuovo ridisegno dei confini provinciali, chiediamo di valutare la concessione di un periodo transitorio prima della applicazione delle norme sulla movimentazione». Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Dario Giagoni, evidenzia che «la tubercolina per la movimentazione, sino allo scorso anno considerata fuori dai livelli essenziali di assistenza e quindi a carico dell’allevatore, da quest’anno è di nuovo Lea e a carico del sistema pubblico».
Blue tongue. E sulla questione Lingua blu, con l’obbligo di analisi Pcr esteso sino ai confini della provincia di Sassari dopo 8 mesi di libera circolazione, Giagoni chiarisce: «La situazione è precipitata a seguito del rinvenimento di un capo positivo nel territorio di Serramanna, partito da un’azienda del basso Sulcis (l’unica ancora sottoposta a vincolo), inizialmente considerato come nuovo focolaio, fatto che ha spinto l’assessorato della sanità a estendere, temporaneamente, il blocco». Accertato che si trattava di focolaio di importazione «si è concordato che saranno ritenute infette solo le aree di Oristano, Sanluri, Carbonia e Cagliari; libere, invece Nuoro, Ogliastra, Sassari e Gallura.
Peste suina. Si è intanto dimesso nuovamente il direttore dell’Unità di progetto per l’eradicazione, Alessandro De Martini, che si era già fatto da parte a giugno per poi accettare la conferma a settembre. La deputata Mara Lapia spiega che «anziché dare spazio all'Udp che aveva le competenze per interloquire con la Commissione Ue (che sta per decidere sulla fine dell’embargo per le carni suine sarda, attesa per marzo, ndc) si è preferito far dialogare i dirigenti del servizio dell'assessorato della sanità in contatto con il ministero. Cosa che ha generato una sovrapposizione di ruoli e competenze e una catena di fraintendimenti, portando alle dimissioni di De Martini». (a.palmas)
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