Svolta green e attenzione ai più fragili
Un piano per l’efficientamento energetico e dad per chi non può frequentare
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SASSARI. «Avere un’Università “green” significherà risparmiare tantissimo. Vogliamo migliorare l’efficientamento energetico delle nostre strutture, sarà un passo fondamentale per la nostra Università». Il rettore Gavino Mariotti è intenzionato a investire molto su questo versante e vuole muoversi a tutti i livelli per mandare avanti un progetto capace di dare una nuova e più moderna veste all’ateneo che dirige. «I nostri stabili sono tutti sotto standard – dice – stiamo scrivendo un progetto che ci permetterebbe un rilancio a livello nazionale. E rimettere a norma le nostre strutture significherebbe poter contare su tantissimi risparmi».
È uno dei due progetti ai quali tiene di più: l’altro è quello che riguarda l’informatizzazione e la didattica a distanza per gli studenti che, per diversi motivi, non possono frequentare le aule: «Abbiamo già diversi studenti disabili che frequentano l’Università perché possono deambulare – dice –. Però ci sono anche persone che non possono deambulare e non dobbiamo dimenticarci che anche loro hanno diritto a iscriversi all’Università e studiare. Poi ci sono quelli che non possono frequentare per via dei problemi economici, ragazzi che, pur aiutati, non possono vivere a Sassari. Tutti questi ragazzi devono essere connessi costantemente con l’Università, vivere le lezioni in diretta e interagire con le aule: non possiamo limitarci a dare loro dei semplici video registrati. Vogliamo predisporre le aule in questo senso e anche avviare un servizio di tutor all’altezza. Senza dimenticare che essere competitivi su questo versante ci permetterebbe anche di rilanciarci a livello nazionale, “catturando” tantissimi studenti nella penisola».
Il rettore è molto soddisfatto anche del suo nuovo gruppo di lavoro: «Il gruppo dei prorettori sta viaggiando benissimo, ognuno di loro ha tre o quattro persone che lavora su deleghe specifiche – dice –. Vengono seguiti i diversi temi, ogni problema segue un suo percorso, ci sono sempre delle indagini».(r.s.)
È uno dei due progetti ai quali tiene di più: l’altro è quello che riguarda l’informatizzazione e la didattica a distanza per gli studenti che, per diversi motivi, non possono frequentare le aule: «Abbiamo già diversi studenti disabili che frequentano l’Università perché possono deambulare – dice –. Però ci sono anche persone che non possono deambulare e non dobbiamo dimenticarci che anche loro hanno diritto a iscriversi all’Università e studiare. Poi ci sono quelli che non possono frequentare per via dei problemi economici, ragazzi che, pur aiutati, non possono vivere a Sassari. Tutti questi ragazzi devono essere connessi costantemente con l’Università, vivere le lezioni in diretta e interagire con le aule: non possiamo limitarci a dare loro dei semplici video registrati. Vogliamo predisporre le aule in questo senso e anche avviare un servizio di tutor all’altezza. Senza dimenticare che essere competitivi su questo versante ci permetterebbe anche di rilanciarci a livello nazionale, “catturando” tantissimi studenti nella penisola».
Il rettore è molto soddisfatto anche del suo nuovo gruppo di lavoro: «Il gruppo dei prorettori sta viaggiando benissimo, ognuno di loro ha tre o quattro persone che lavora su deleghe specifiche – dice –. Vengono seguiti i diversi temi, ogni problema segue un suo percorso, ci sono sempre delle indagini».(r.s.)
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