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Appello di Solinas a Draghi: vaccinateci tutti entro aprile

Appello di Solinas a Draghi: vaccinateci tutti entro aprile

Il governatore: «Saremmo un laboratorio per l’immunizzazione a tappeto» Regione pronta a comprare altre dosi se quelle nazionali non dovessero bastare

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CAGLIARI. La Regione è pronta ad acquistare vaccini per proprio conto se le dosi nazionali non dovessero bastare. È un’ipotesi, per ora. Ma con il via libera del ministero della salute, dell’Istituto superiore di sanità e dell’Agenzia del farmaco potrebbe diventare realtà. Quando? È ancora troppo presto per dirlo. Anche se il governatore Christian Solinas ci sta pensando. Oggi, nel frattempo, invierà una lettera al premier Mario Draghi in cui chiederà che la Sardegna diventi «laboratorio nazionale per la vaccinazione a tappeto». In buona sostanza, il fatto di essere l’isola la prima regione bianca è un’occasione da non perdere per arrivare in fretta a «un’immunizzazione territoriale completa». O meglio ancora: con una consegna straordinaria delle dosi prodotte dalle aziende farmaceutiche finora autorizzate – Pfizer, Moderna e AstraZeneca – nei prossimi 30 o 45 giorni «potremmo mettere al sicuro tutti i sardi over 16, che sono poco meno di un milione e mezzo», ha ribadito il governatore, nel firmare la prima ordinanza da zona bianca.

L’appello. Solinas ha anticipato il contenuto della lettera che invierà a Palazzo Chigi. «Siamo la prima regione bianca d'Italia, e credo quindi che la Sardegna possa diventare un modello nazionale e anche in Europa. Per questo al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, solleciterò un impegno straordinario nella consegna dei vaccini, visto anche il ridotto numero della nostra popolazione. Vorremmo avviare una grande campagna vaccinale che porti a immunizzare l’intera popolazione entro i prossimi mesi». Il traguardo è lo stesso dichiarato, tempo fa, dall’assessore alla sanità, Mario Nieddu, che aveva ipotizzato l’inizio di agosto come una delle scadenze possibili in cui concludere le vaccinazioni. Ora il presidente della Regione pare voler proporre al Governo una data ancora più vicina. La risposta di Palazzo Chigi sarà decisiva per capire se il piano Vax potrà essere realizzato.

Le consegne. Stando alla Regione, a marzo dovrebbero arrivare 222mila dosi, poi 700mila nel secondo trimestre, e sempre prodotte solo da Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Basta un’addizione fra questi due numeri per capire che queste fiale da sole non sarebbero sufficienti per vaccinare tutti i sardi over 16. Tra l’altro, come si sa, le aziende farmaceutiche ancora non hanno risolto i problemi di produzione negli stabilimenti del Nord Europa e qualche ritardo continuerà a esserci rispetto alla tabella di marcia annunciata da Bruxelles. Però se la proposta di Solinas dovesse far breccia, è possibile che in futuro alla Sardegna potrebbero essere assegnati più vaccini rispetto alla quota delle forniture nazionali – finora è stata sempre intorno al 2,7-3 per cento – ipotizzate dal commissario nazionale Domenico Arcuri. Oppure, nei prossimi mesi, la svolta potrebbe arrivare se, come previsto dall’Ente del farmaco europeo, da aprile in poi le case farmaceutiche coinvolte nelle forniture dovessero essere anche l’americana Johnson&Johnson e la francese Sanofi. Tra l’altro la prima azienda ha brevettato un vaccino monodose, che da tre settimane è somministrato negli Usa, e quindi i tempi sarebbero ridotti almeno della metà. Però, come scritto, l’ipotesi che la Sardegna diventi un laboratorio da oggi in poi sarà tutta nelle mani di Palazzo Chigi.

La possibilità. Se non dovessero essere sufficienti le dosi nazionali, la Regione sarebbe disponibile ad acquistare in proprio le dosi necessarie, con semmai il sostegno economico del Governo. Non sarebbe un canale alternativo a quello dell’Unione Europea, ma parallelo e comunque concordato nei particolari con l’Istituto superiore di sanità e tenuto sotto stretto controllo dall’Agenzia nazionale del farmaco. Qualche settimane fa la Regione Veneto ha provato a percorrere questa strada, ma l’operazione non è andata in porto a causa dei troppi intrecci nelle mediazioni internazionali. Stavolta, forte di un possibile lasciapassare governativo, la Sardegna potrebbe essere invece la prima a centrare l’obiettivo. Però, nel frattempo, c’è un altro bersaglio da centrare: oggi dovrebbe scattare la vaccinazione degli over 80 nati dal 1936 in giù – è tutto pronto? – per risalire la classifica nazionale. La Sardegna è ancora all’ultimo posto per numero di ultraottantenni immunizzati. (ua).

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