Disboscamento feroce

L’8 settembre 1909 La Nuova riferisce che «il prof. Domenico Lovisato, in una lettera aperta all’on. Cocco-Ortu, tratta del disboscamento della Sardegna. (...) Egli, dopo avere con una fiat riveduto...

L’8 settembre 1909 La Nuova riferisce che «il prof. Domenico Lovisato, in una lettera aperta all’on. Cocco-Ortu, tratta del disboscamento della Sardegna. (...) Egli, dopo avere con una fiat riveduto la Trexenta ed il Sarrabus, è costretto ad esclamare: “Quantum mutatus ab illo! Ritornai con l’animo addoloratissimo nel discernere le impronte numerose della desolazione!”. Infatti il prof. Lovisato vide rocce nude, nudi i dossi schistosi, nude le agugie frastagliate delle franuliti, nudi i calcari, le corrente asciutte, molte sorgenti inaridite, scomparse, la bussola perduta! Della superba foresta di Taquisara, la sola memoria! Ad essa sono sostituiti castelli dirupati di roccie calcari, che minacciano rovina ad ogni istante, minando e via ferrata e strade nazionali, provinciali e comunali! L’inconsapevole bestia umana per ingordigia di denaro ha così mutato un paradiso in squallido deserto! E come là altrove in tutta l’isola bella, una volta coperta da fittissimo tappeto verde».



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