Covid e animali dimenticati

Non si parla più dei maltrattamenti subiti dai nostri amici a quattro zampe

In un’epoca come la nostra dove assistiamo a tanti casi di violenza sulle donne, sui minori e sui più fragili, potrà sembrare riduttivo, ma è necessario parlare anche dei maltrattamenti sugli animali. Amici a quattro zampe, dimenticati da tutti durante la pandemia. Eppure non è pensabile che all’improvviso siano scomparsi i casi di cani e gatti abbandonati o di altre specie come scimmie, volpi e animali selvatici completamente sradicati dal loro habitat naturale. Al centro dell’attenzione sono finiti i pipistrelli e i pangolini, per le note questioni del coronavirus, ma dei maltrattamenti verso altre specie dovuti alla stupidità dell’uomo, che per puro divertimento li tortura, li sfigura, li uccide e li abbandona molto poco viene denunciato. Chissà che l’estate che sta per arrivare, non faccia registrare, per l’ennesima volta, dati preoccupanti sull’abbandono degli animali. Ma ragionando al presente, quali effetti avrà prodotto su di loro la clausura forzata in angusti appartamenti delle nostre città? Anche per loro la quotidianità non può essere scandita esclusivamente da una fugace passeggiata serale. Eppure pare si siano adattati a tutto ciò. Nell’indifferenza generale, la notizia della stilista Elisabetta Franchi, che ha finanziato e fondato l’Island Dog Village EF, un rifugio per cani vittime di barbarie che si trova nel nord della Cina, mi è sembrata un bel segnale di civiltà. Per non parlare poi del rifugio “Gli amici di Leone” a Forlì che ha la funzione di accogliere i cani abbandonati, salvandoli da ogni pericolo o maltrattamento, dando loro una casa, delle cure e una famiglia.

* Domiziana frequenta il Liceo Scientifico Pira

di Dorgali



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