La Nuova Sardegna

«Io figlio di Pirari Varriani a 87 anni ho avuto giustizia»

di Luciano Piras
«Io figlio di Pirari Varriani a 87 anni ho avuto giustizia»

Riconosciuta dal tribunale la paternità biologica del grande fotografo  

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NUORO. «La prima cosa che farò? Porterò un fiore sulla tomba di mio padre». Franco Mele, nuorese, 87 anni da compiere ad agosto, ha vinto la sua battaglia, intima e dolorosa. Una battaglia legale, ma soprattutto una battaglia affettiva e sentimentale: ora finalmente può dire di essere figlio legittimo di Piero Pirari Varriani. Che fosse figlio biologico del grande fotografo di Nuoro, lui lo ha sempre saputo. Anche se all’ufficio anagrafe era stato registrato da un altro uomo che aveva sposato la madre, «fin dalla mia più tenera età – spiega il signor Franco – ero a conoscenza che mio padre fosse Piero Pirari Varriani, il quale durante tutta la sua vita mi ha cresciuto e sostenuto come un padre fa con un figlio». È il tribunale di Cagliari, sezione civile, che ha ristabilito la verità con una sentenza depositata nei giorni scorsi. Ci sono voluti sei anni di udienze e accertamenti, ma d’ora in avanti Franco Mele sarà Franco Mele Pirari Varriani. «Franco Mele, nato a Nuoro il 19 agosto 1934, è figlio di Piero Pirari Varriani, nato a Nuoro il 24 giugno 1886 e deceduto in Nuoro il 9 giugno 1972» hanno dichiarato i giudici in via definitiva.

«Sentivo il bisogno di affermare esattamente, ma soprattutto formalmente, le mie origini» racconta l’86enne custode di una lunga storia che affonda le radici nel fermento culturale dell’Atene sarda. «Non è usuale – dice l’avvocata che ha seguito il caso giudiziario, Giovanna Rosa Garippa – che persone di questa età si rivogano ad un legale per accertare la paternità biologica, in genere sono persone molto più giovani a farlo». «Ho preso solo in tarda età questa decisione per diversi motivi – spiega subito Franco Mele Pirari Varriani –: ai tempi della mia giovinezza, questa decisione avrebbe dato vita ad uno scandalo e vista la mentalità di allora, sarei stato oggetto di critiche e giudizi». «Sono state radicate due cause – spiega ancora l’avvocata Garippa –. La prima a Nuoro per rimuovere lo status di figlio legittimo (la legge non consente di avviare la causa di accertamento giudiziale di paternità in presenza di uno status di figlio legittimo). La seconda, quella per l’accertamento della paternità biologica in capo a Piero Pirari, a Cagliari. La competenza era del tribunale di Cagliari in quanto l’unica erede vivente dello stesso Pirari era Elena Pirari che risiedeva a Cagliari, oggi anch’essa deceduta». «Abbiamo portato all’attenzione del giudice prove documentali e testimoniali molto significative dal punto di vista probatorio della paternità di Pirari. In subordine – va avanti Giovanna Rosa Garippa – avevamo chiesto anche il test genetico. Per ragioni di economia processuale il tribunale di Cagliari, prima di esaminare le prove documentali e testimoniali, già espletate presso il tribunale di Nuoro, ha deciso di disporre la consulenza genetica». Da qui la decisione di esumare la salma del fotografo nel cimitero di Sa ’e Manca. «La perizia ha accertato senza ombra di dubbio la paternità» conclude l’avvocata.

Le prove documentali e le testimonianze raccolte hanno confermato che Franco Mele fin da bambino, e poi da adolescente, e ancora da adulto ormai padre di famiglia, è sempre stato riconosciuto e presentato a Nuoro, in tutti gli ambiti e ambienti, da Piero Pirari Varriani come proprio figlio. Sostenuto negli studi dal padre biologico, il figlio ha sempre intrattenuto rapporti quotidiani e intimi con il genitore.

Lo dicono le deposizioni dei testimoni ma anche numerosi scritti di pugno dello stesso Piero Pirari Varriani, tra i quali il testamento (dove già disponeva a favore del figlio Franco come unico erede del materiale fotografico e cinematografico, con tutti i diritti annessi), anche questi acquisiti nel procedimento giuridico. «Sono orgoglioso – riprende fiato Franco Mele Pirari Varriani – di poter affermare di essere ora l’unico erede della famiglia Pirari Varriani a cui sono appartenuti personaggi di rilievo della Nuoro Atene sarda. Oltre a mio padre, segretario generale del Comune di Nuoro ma soprattutto fotografo di fama, giornalista (scrisse anche per La Nuova Sardegna, ndr) e regista di cortometraggi (una sua pellicola su Grazia Deledda era stata proiettata al Festival di Cannes del 1960, ndr), annovera mio nonno Giovanni Antonio e mio zio Antonino, entrambi pittori di spicco». Legami di sangue che tuttavia gli impedivano fino all’altro ieri di accedere alla cappella gentilizia di famiglia, a Sa ’e Manca, «per poter deporre un fiore come mio padre mi aveva sempre chiesto. Ecco – chiude il figlio 86enne –: il primo desiderio che realizzerò sarà proprio questo: mettere dei fiori sulla tomba di mio padre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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